Home low cost Arriva il “Versus Festival”, il concorso dedicato al documentario di viaggio

Arriva il “Versus Festival”, il concorso dedicato al documentario di viaggio

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Sant’Anselmo D’Aosta (1033-1109) nel 1097 viaggiò da Canterbury verso Roma per poi raggiungere il Sud dell’Italia: lasciò infatti la città inglese a causa dei forti contrasti con il re d’Inghilterra cercando sostegno da parte del Papa.

In omaggio al suo percorso e ai numerosi stimoli culturali, spirituali e artistici che tale figura suscita ancora oggi, il Comune di San Salvatore Telesino e Tabula Rasa Eventi, con la direzione artistica di Armin Viglione, hanno ideato Versus Festival: una rassegna dedicata al documentario di viaggio, che si terrà a San Salvatore Telesino (BN) a fine maggio.

Un’occasione imperdibile di incontri al crocevia di arti, esperienze e culture, aperta dal lancio del bando di concorso per cineasti sia emergenti che affermati, incentrato sul documentario di viaggio e su tre categorie specifiche:

  • Viaggio Doc (Documentario di viaggio)
  • Corto in classe (riservato alle scuole)
  • Routes (Corto rurale).

Si richiederà la presentazione di opere innovative nella forma e nel contenuto; l’aderenza al tema del viaggio inteso come metafora spirituale e percorso fisico; la valorizzazione del territorio attraverso il cortometraggio tematico che sappia filmare in modo efficace e “veloce” il patrimonio paesaggistico e culturale locale.

Come scrive nelle note di presentazione il direttore artistico Armin Viglione, il titolo racchiude in sè l’idea-forza del progetto: «“Versus” ossia “contro”, dunque opposizione ma anche “versus” come “orientamento”, in direzione di qualcuno o qualcosa, misteriosa compresenza “scontro/incontro”, di contatto che procede nel dubbio, nella difformità, nel dissenso non di rado conflittuale, ma che cerca al contempo la scoperta dell’altro e dell’altrove. Ed allora “versus” diviene un abbraccio nel quale si conosce e si viene ri-conosciuti, nella percezione dell’alterità ed al contempo della comunanza, viaggio alla volta di quella “coniuctio oppositorum” che richiede inderogabilmente di essere percorso con coraggio, esperito nei labirinti del differente e del molteplice, soprattutto fino in fondo vissuto».