Il Perù non è solo una meta, è un’esperienza che chiede attenzione e rispetto. Paesaggi, storie e contraddizioni da non ignorare.
Partire per il Perù significa immergersi in un paese di contrasti sorprendenti: alte montagne andine, giungle pluviali fitte, deserti costieri, città coloniali vibranti e una cucina considerata tra le migliori al mondo.

È una destinazione che regala esperienze autentiche, paesaggi che restano negli occhi e incontri che lasciano il segno. Ma proprio perché il Perù è così intenso, richiede un minimo di consapevolezza per essere vissuto davvero, non solo attraversato.
La prima scelta riguarda il periodo. La stagione secca, da maggio a settembre, è la più indicata per visitare le Ande e Machu Picchu, grazie a un clima più stabile. Questo non significa che gli altri mesi siano da escludere: la costa e l’Amazzonia possono essere interessanti anche fuori stagione.
I voli tendono a costare meno nei mesi di bassa stagione, come marzo o maggio. Pianificare con anticipo resta però fondamentale, soprattutto per le tappe più richieste. Machu Picchu e i trekking più famosi prevedono ingressi contingentati e vanno prenotati con settimane di anticipo.
Un itinerario classico parte da Lima, dove quartieri come Miraflores e Barranco raccontano il volto moderno e creativo della capitale. Tra ceviche, pisco sour e musei precolombiani, si entra gradualmente nella storia del paese.
Da Lima si vola verso Cusco, l’antica capitale dell’Impero Inca. Le stradine acciottolate, i mercati e l’atmosfera sospesa introducono al cuore delle Ande. Da qui si esplora la Valle Sacra, con siti come Ollantaytambo, Pisac e le saline di Maras, prima di raggiungere Machu Picchu.
Chi desidera un’esperienza più lenta e profonda può scegliere percorsi alternativi, come il Lares Trek. Si cammina per giorni tra villaggi andini, si incontrano comunità locali e si vive il territorio senza filtri turistici.
Andare oltre il Perù da cartolina
Il Perù non è solo Machu Picchu. Per chi ama la natura, il Parco Nazionale Huascarán, nella Cordillera Blanca, offre paesaggi alpini spettacolari, lagune turchesi e trekking impegnativi in uno degli ambienti più suggestivi del Sud America.

Chi è attratto dall’archeologia può spingersi fino a Chan Chan, la più grande città in adobe delle Americhe, oppure sorvolare le misteriose Linee di Nazca con un volo panoramico che restituisce tutta la loro enigmaticità.
Per capire davvero il Perù, però, serve anche uno sguardo culturale. Oltre alle guide tradizionali, può essere utile avvicinarsi al paese attraverso la letteratura. Un esempio è Viaggio nelle Ande rosse di Consuelo Canducci, romanzo ambientato negli anni segnati dalla violenza interna.
Seguendo la storia di Paula e di sua figlia mentre attraversano le Ande, il lettore entra in contatto con le ferite storiche, le contraddizioni sociali e le persone dietro i paesaggi. Una lettura che aiuta a superare l’immagine stereotipata del Perù turistico e ad affrontare il viaggio con maggiore consapevolezza.
Prima di partire, alcuni aspetti pratici restano fondamentali. Acclimatarsi all’altitudine è essenziale, soprattutto a Cusco e nelle Ande. Prendersi il tempo giusto riduce il rischio di soroche, il mal di montagna.
Dal punto di vista culturale, lo spagnolo è la lingua principale, ma in molte zone andine si parla anche Quechua. Conoscere qualche parola locale può fare la differenza. Per salute e sicurezza, acqua in bottiglia, attenzione al cibo e una buona assicurazione di viaggio sono precauzioni semplici ma decisive.
Il Perù non è un viaggio leggero, ma è proprio questo a renderlo memorabile. Chi parte preparato torna con molto più di qualche fotografia.





