Associazione Parchi Permanenti Italiani: nessun associato nei provvedimenti dei Nas

L’Associazione Parchi Permanenti Italiani informa: nessun associato nei provvedimenti dei Nas. Le notizie utili.

Blitz dei carabinieri del Nas nei parchi acquatici italiani: i parchi acquatici associati a Confindustria non c’entrano. La precisazione.

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Associazione Parchi Permanenti Italiani: nessun associato nei provvedimenti dei Nas (Adobe Stock)

In merito alle recenti ispezioni dei Nas in piscine e parchi acquatici d’Italia, con multe e chiusure per irregolarità, l’Associazione Parchi Permanenti Italiani fa sapere che nessun loro associato è stato coinvolto in questi provvedimenti.

Una precisazione doverosa per una corretta informazione e per non allarmare il pubblico. Ecco tutto quello che bisogna sapere.

Associazione Parchi Permanenti Italiani: nessun associato nei provvedimenti dei Nas

Le sanzioni dei Nas che nei giorni scorsi hanno colpito diversi parchi acquatici e piscine ricreative in Italia non hanno coinvolto i parchi appartenenti all’Associazione Parchi Permanenti Italiani (Ppi), aderente a Confindustria. La precisazione arriva dall’Associazione stessa che contesta l’uso del termine “parchi acquatici”. Come riporta TTG Italia.

“L’Associazione ritiene che la definizione di ‘parchi acquatici’ utilizzata da diversi organi di stampa non sia precisa – si legge in una nota -, perché i provvedimenti coinvolgono principalmente piscine di hotel o di circoli sportivi e, a quanto si apprende, nella maggior parte dei casi abusive, quindi al di fuori di qualsiasi controllo. I parchi acquatici che fanno capo a Ppi sono invece costantemente assoggettati alle ispezioni della Commissione Provinciale di Controllo e Asl, che certificano l’effettiva applicazione di tutti i protocolli”.

Il presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani, Luciano Pareschi, ha dichiarato: “Tra i nostri associati non ci sono stati problemi. Ben vengano i controlli che premiano chi ha investito in impianti di trattamento delle acque moderni e sicuri, doverosa quindi la verifica dei NAS e fondamentale la chiusura delle strutture non a norma, perché il discredito di chi non opera correttamente ricade sull’intera categoria. Auspichiamo che in futuro queste ispezioni vengano effettuate ad inizio stagione, in modo che i provvedimenti siano subito effettivi”.

I carabinieri del Nas avevano controllato 288 strutture acquatiche ricreative, riscontrando irregolarità in 83 di queste, il 28%. Tra le sanzioni anche la chiusura di piscine abusive o con gravi irregolarità.

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Parco acquatico (Adobe Stock)