I catastrofici dati che arrivano dal Circolo Polare Artico: ci sono 15°

I dati raccolti da diversi studi parlano chiaro: fa troppo caldo, anche sopra al Circolo Polare Artico dove si registrano circa 15 gradi.

Che gli effetti del riscaldamento globale si stiano facendo sentire, oggi più che mai, nessuno può negarlo. Ma dal Circolo Polare Artico arrivano notizie veramente inquietanti che parlano di 15° registrati.

Temperature sopra la media nel Circolo Polare Artico
Circolo Polare Artico scioglimento

Se in Italia viviamo una situazione meteorologica particolare, con assenza di pioggia o improvvise e catastrofiche bombe d’acqua, sembra che nella zone più a nord del Pianeta gli effetti del surriscaldamento terrestre si stiano facendo sentire con temperature ben al di sopra delle medie.

L’analisi delle temperature nelle Isole Svalbard

L’Inrim di Torino ha effettuato diverse ricerche nelle Isole Svalbard, sopra al Circolo Polare Artico e sembra che si siano registrati 15° a fine giugno. Anche ai meno esperti risulterà immediatamente evidente che i gradi segnalati sulla colonnina di mercurio in quelle che dovrebbero essere le zone più fredde del pianeta sono troppi.

Mentre nel mondo si superano i 40° anche a giugno, come abbiamo visto noi stessi, le temperature salgono ovunque. Ma non solo, ciò che si è notato è anche che queste anomalie climatiche sono sempre più lunghe e intense. Il rischio, secondo i ricercatori, è che l’Artico rischia di riscaldarsi 4 volte più velocemente del resto del mondo, con il ghiaccio che potrebbe sparire definitivamente nel 2035.

Cosa possiamo fare?

La domanda che molti si saranno posti, leggendo questi dati, è una: cosa possiamo fare noi? Sembrerebbe tutto perduto e, sicuramente, più andiamo avanti più sarà difficile effettuare una inversione di tendenze. Ognuno di noi, nel nostro piccolo può portare avanti una condotta di vita il più possibile green e sostenibile.

 

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Dalla semplice raccolta differenziata, al non sprecare cibo e riciclare materiali o vestiti. Può sembrare poco, ma se ognuno di noi facesse la sua parte potremmo forse sperare di incentivare le aziende e le potenze mondiali ad adeguarsi alle necessità.