Capodanno: i riti scaramantici e le tradizioni in Italia e nel mondo

Come si festeggia il Capodanno nel mondo? Quali sono i riti, le tradizioni, la scaramanzie per augurarsi un buon anno nuovo

Ogni nuovo anno che arriva suscita molte attese e desideri. Il 2022 che arriva sa già di avere addosso la speranza di tutto il mondo di farci uscire dalla pandemia. E per ingraziarsi l’anno che entra ogni popolo ha la sua tradizione. Ogni Paese ha infatti i suoi riti scaramantici per attirare un po’ di fortuna in più. Dalle lenticchie per avere più soldi in tasca al rosso propiziatorio di forza e coraggio. Ecco le tradizioni di Capodanno dei diversi Paesi nel mondo.

Leggi anche -> Il primo e l’ultimo Capodanno del mondo: chi saranno i primi e gli ultimi ad entrare nel 2022 <<

Le tradizioni per Capodanno nel mondo

In tutto il mondo allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre i fuochi d’artificio colorano il cielo. Assieme a – purtroppo – gli intramontabili botti e petardi. Una tradizione quella di festeggiare Capodanno con luci e rumori che affonda le radici nei secoli passati quando si pensava di allontanare gli spiriti maligni e la sfortuna con la luce e con i suoni.

Insomma, molte delle tradizioni di Capodanno nel mondo sono antichi riti rivisitati. Ogni Paese ha però i suoi. Ecco dall’Italia al Brasile all’Inghilterra le tradizioni di Capodanno.

Italia, lenticchie e intimo rosso

Nel menù della notte di San Silvestro non può mai mancare: cotechino e lenticchie. E sono soprattutto le lenticchie ad avere una funzione scaramantica. Mangiarle per assicurarsi un anno prospero sotto tutti i punti di vista non solo economico. A mezzanotte poi il brindisi con bacio d’augurio. E bisogna indossare della biancheria intima rossa per ingraziarsi la fortuna.

Getty Images
Getty Images

Spagna, l’uva e il brindisi di mezzanotte

Una tradizione spagnola che sta arrivando anche da noi è quella di mangiare 12 acini d’uva Tradizione vuole che i dodici acini si mangino davanti alla Porta del Sol di Madrid, uno per ciascun rintocco. Nel bicchiere del brindisi di mezzanotte bisogna mettere un anello per avere fortuna. Poi brindare con “Arriba, albajo, al centro y pa’ dentro” e bevendo lo champagne tutto in un sorso.

L'Orologio della Puerta del Sol, Madrid Getty Images)
L’Orologio della Puerta del Sol, Madrid Getty Images)

Grecia, la fortuna arriva con il melograno

In Grecia per l’ultimo dell’anno si mangia la vassillopitta, una ciambella con dentro una moneta di buon auspicio. Chi dei commensali la trova nella propria fetta sarà il fortunato dell’anno. Poi chi varca la soglia di casa dopo mezzanotte deve  fare due passi avanti, due dietro e poi gettare a terra un melograno, perché più chicchi si spargeranno per terra e più fortunata sarà quella famiglia.

Atene (Getty Images)
Atene (Getty Images)

Germania, si mangia il maiale e si predice il futuro

Per il cenone dell’ultimo dell’anno il piatto tipico in Germania è a base di aringhe, verze, carote e patate. Una parte del pasto non viene però consumata subito ma dopo la mezzanotte affinché l’anno inizi sotto l’egida dell’abbondanza.

E’ poi di buon augurio scambiarsi doni di cioccolato o qualcosa a forma di maiale (animale simbolo di prosperità). In ultimo si predice il futuro con il Bleigießen, un cucchiaino su cui si fa fondere il piombo da versare in acqua fredda, a seconda delle forma assunta dal piombo si potrà predire come sarà l’anno nuovo.

Berlino a Capodanno (Thinkstock)
Berlino a Capodanno (Thinkstock)

Russia, doppio Capodanno e doppi riti

qui il Capodanno si festeggia due volte: il 31 dicembre e il 13 gennaio. Il primo secondo il calendario gregoriano e il secondo per quello giuliano. Il 31 in Russia si prepara l’albero e si attende lo scoccare della mezzanotte dalla torre Spasskaja del Cremlino per poi consumare gustose prugne secche ricoperte di panna insieme a vodka e champagne. C’è poi chi apre la porta al dodicesimo rintocco per far entrare l’anno nuovo.

Mosca
Mosca

In Brasile, la tradizione è in giallo

In Brasile niente rosso, ma spazio al giallo, il colore del sole. E’ questo il colore ritenuto fortunato e simbolo di prosperità. E’ tradizione poi gettare all’indietro il bicchiere dopo aver bevuto.

Capodanno 2015 Rio de Janeiro

Giappone, il rito sulla porta di casa

In Giappone molta attenzione è sempre riservata a cosa entra ed esce dalla porta di casa. Non entrare con le scarpe, non ad esempio solo una questione di igiene, ma anche di energie e vibrazioni che si possono portare da fuori. Così i riti di Capodanno in Giappone si concentrano sulla porta di casa dove si appendono decorazioni di pino e bambù e a mezzanotte i templi buddisti rintoccano  108 volte.

capodanno 2012 giappone

Regno Unito, le tradizioni di Capodanno a tavola

In Gran Bretagna si prepara – un po’ come succede in Grecia – un pudding con dentro un penny. Colui che lo trova avrò un anno fortunato.  A cena non può mancare il tacchino ripieno di castagne.

Londra a Capodanno (Thinkstock)
Londra a Capodanno (Thinkstock)

Dalla Cina la tradizione delle lanterne

In Cina si festeggia il Capodanno cinese che solitamente avviene intorno a fine gennaio e dura 15 giorni. Tradizione che abbiamo importato è quella delle lanterne da accendere e far volare in cielo. Una tradizione a dire il vero comune un po’ a tutta l’Asia, Giappone e India compresa. Le lanterne secondo varie interpretazioni possono rappresentare desideri o saluti al cielo.

capodanno 2015 zen

Qualsiasi sia il rito o la tradizione che adotterete l’ultima notte dell’anno, quello che farà la differenza su come sarà il prossimo anno sarà come lo affronterete e un sorriso è indubbiamente la cosa migliore da indossare.

Previous articleDove andare per festeggiare Capodanno 2022 gratis – o quasi – e divertirsi?
Next articleCapodanno 2022 con Roberto Bolle: torna ‘Danza con me’ su Rai1
Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.