Giorno dei Morti: cimiteri monumentali da visitare il 2 novembre

Giorno dei Morti: cimiteri monumentali da visitare il 2 novembre. Le indicazioni utili sui luoghi dove andare in Italia.

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Giorno dei Morti: cimiteri monumentali da visitare il 2 novembre (Cimitero del Verano, Adobe Stock)

In questi giorni di festività di inizio novembre è usanza comune a molti italiani fare visita ai propri defunti al cimitero. Si comprano fiori, ceri e santini per deporli sulla tomba dei nostri cari. Per molti è l’occasione di una visita dopo tanto tempo.

Secondo la tradizione la visita al cimitero si fa il 2 novembre, che è il giorno della Commemorazione dei Defunti. Sempre più persone, tuttavia, anticipano al 1° novembre, per la festa di Tutti i Santi o anche prima. Nel Giorno dei Morti, infatti, i luoghi di lavoro sono regolarmente aperti; in alcune zone d’Italia possono chiudere per mezza giornata. Solo alcune scuole restano chiuse per il ponte e chi si prende un giorno di vacanza.

La visita al cimitero può essere anche l’occasione per ammirare vere e proprie bellezze architettoniche: dalle cappelle che custodiscono le tombe, alle statue che decorano il luogo fino alla chiese e chiesette. Si tratta dei cimiteri monumentali, vere e proprie opere d’arte da vedere autonomamente, anche se non avete defunti a cui portare un fiore. Questa è la stagione ideale per visitarli, che sia il 2 novembre o un altro giorno del mese. Di seguito vi proponiamo una selezione dei cimiteri monumentali più belli da visitare in Italia. Ecco dove andare.

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Giorno dei Morti: cimiteri monumentali da visitare il 2 novembre

I cimiteri monumentali d’Italia sono luoghi di bellezza struggente, austera e riflessiva. Qui si possono ammirare veri e propri capolavori dell’architettura e della scultura, in un’atmosfera raccolta e malinconica. Sono delle città di pietra, circondate dai cipressi e popolate da statue, tempietti, cappelle, tombe  con sculture, bassorilievi e incisioni.

In Italia, i cimiteri monumentali sono stati fondati nel XIX secolo, dopo le leggi napoleoniche che avevano proibito le sepolture nelle chiese e nei centri abitati. Alcuni sono imponenti e ricchissimi di opere d’arte. Vi segnaliamo quelli da visitare nel Giorno dei Morti, e non solo.

Cimitero del Verano, Roma

Cimitero del Verano, Roma, angelo ( iessi – Flickr, CC BY 2.0, Wikicommons)

Il cimitero comunale monumentale Campo Verano, conosciuto come Cimitero del Verano o semplicemente Verano, è il cimitero più famoso di Roma, sorge nel quartiere Tiburtino, lungo la via consolare Tiburtina, vicino alla basilica di San Lorenzo fuori le mura. Deve il suo nome all’antico campo dei Verani, gens senatoria della repubblica romana. Il luogo dove fu realizzato il cimitero ottocentesco era già luogo di sepoltura, nella zona, infatti, si trovavano anche le catacombe di Santa Ciriaca e qui fu sepolto San Lorenzo, sulla cui tomba sorsero la basilica e il convento. Il cimitero del Verano è stato realizzato tra il 1807 e il 1812, su progetto di Giuseppe Valadier. I personaggi celebri sepolti qui sono moltissimi, ricordiamo: Goffredo Mameli, autore del testo dell’Inno d’Italia, Aldo Fabrizi, Vittorio Gassman, Vittorio De Sica, Giulio Andreotti, Carlo Pedersoli (Bud Spencer).

Cimitero Monumentale di Milano

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L’ultima cena, Cimitero monumentale di Milano (Pe-Jo, CC BY-SA 3.0, Wikicommons)

Conosciuto semplicemente come il Monumentale, il cimitero monumentale di Milano occupa una vasta superficie a nord del centro storico della città, vicino alla stazione di Porta Garibaldi. Fu progettato dall’architetto Carlo Maciachini in stile eclettico. L’architettura si distingue per i richiami bizantini, gotici e romanici. La prima sepoltura al Monumentale risale al 2 novembre 1866. Nel tempo, il cimitero si è arricchito con numerose opere, come obelischi, templi greci, sculture sia classiche che contemporanee e anche una versione ridotta della Colonna di Traiano di Roma. All’entrata principale si trova il Famedio, il Tempio della Fama. Al Monumentale di Milano sono sepolti moltissimi personaggi storici e famosi, su tutti Alessandro Manzoni, ma anche Arrigo Boito, Carlo Cattaneo, Ferdinando Bocconi, Anna Kuliscioff, Alda Merini, Walter Chiari, Enzo Tortora, Franca Rame e Dario Fo.

Cimitero monumentale di Staglieno, Genova

Cimitero di Staglieno, Genova (Alessandro giudice, CC BY-SA 4.0, Wikipedia)

È forse il cimitero più suggestivo ed emozionante d’Italia, da visitare assolutamente nel Giorno dei Morti. Il monumentale di Staglieno, a Genova, si distingue per la straordinaria ricchezza di tombe e statue che ne fanno un un vero e proprio museo a cielo a aperto e uno dei cimiteri monumentali più importanti d’Europa. Il cimitero di Staglieno aprì il 2 gennaio del 1851. Le imponenti statue funerarie collocate sulle tombe sono opera soprattutto di scultori genovesi. La statua più famosa è l’Angelo della Resurrezione, realizzato Giulio Monteverde nel 1882, che decora la tomba della famiglia Oneto.

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Angelo di Giulio Monteverde, Cimitero monumentale di Staglieno (Twice25 & Rinina25, CC BY 2.5, Wikipedia)

Al cimitero di Staglieno sono sepolti numerosi personaggi importanti della storia italiana: Giuseppe Mazzini, diversi garibaldini che fecero parte della spedizione dei Mille, tra i quali Antonio Burlando, Michele Novaro, compositore della musica dell’Inno d’Italia e Nino Bixio. Tra i personaggi della cultura ricordiamo: Fabrizio De André, la scrittrice Fernanda Pivano, il poeta Edoardo Sanguineti e Constance Lloyd, moglie di Oscar Wilde.

Cimitero monumentale della Certosa di Bologna

Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna (Mattis, CC BY-SA 4.0, Wikipedia)

Tra i cimiteri monumenti d’Italia da visitare nel Giorno dei Morti, segnaliamo il cimitero monumentale della Certosa di Bologna, situato poco fuori le mura del capoluogo emiliano, ai piedi del Colle della Guardia, dove sorge il santuario della Madonna di San Luca. Aperto nel 1801, il cimitero è stato edificato sulla precedente struttura della Certosa di San Girolamo di Casara, risalente al 1350 e chiusa da Napoleone nel 1797. Dell’antica Certosa è rimasta solo la Chiesa di San Girolamo. Quello di Bologna è uno dei cimiteri monumentali più belli d’Italia, visitato nel Grand Tour di personaggi come Chateaubriand, Stendhal e Byron.

Da vedere è il Chiostro Terzo o della Cappella, di ispirazione neoclassica, e le tombe dipinte a tempera, caratteristica originale del cimitero. Le sculture sono numerose, mentre di particolare pregio è il coro ligneo intarsiato, ripristinato da Biagio De’ Marchi nel 1538. Sono sepolti al cimitero della Certosa di Bologna: il poeta Giosuè Carducci, il pittore Guido Reni, il cantante lirico Farinelli e il pittore Giorgio Morandi.

Cimitero degli Inglesi, Firenze

Cimitero degli Inglesi a Firenze (Wikicommons)

In piazzale Donatello, vicino al Giardino della Gherardesca, sorge il Cimitero degli Inglesi di Firenze. Venne realizzato a metà dell’Ottocento, fuori dalle antiche mura cittadine, in quanto cimitero protestante. Il progetto fu finanziato da una società svizzera evangelica, per la creazione di un cimitero internazionale ed ecumenico, anche per i russi e i greco-ortodossi. L’appellativo di cimitero degli inglesi è dovuto al fatto che quella inglese è la nazionalità con più tombe, nonostante siano presenti qui sedici nazioni diverse. Il progetto iniziale fu di Carlo Reishammer, poi mutato nel corso degli anni. Nel 1858, sulla sommità della montagnola dove venne costruito il cimitero fu eretta una colonna offerta da Federico Guglielmo IV di Prussia. La colonna segna ancora l’incrocio tra i due principali vialetti che dividono il camposanto in quattro settori.

Nel 1860 il cimitero fu ampliato, con la costruzione dell’edificio dove ancora oggi si trova l’ingresso. L’architetto Giuseppe Poggi diede al cimitero degli Inglesi la forma attutale nel 1865, quando Firenze diventò capitale d’Italia e furono abbattute le mura, con la realizzazione dei viali della circonvallazione. Fu così realizzata la piazza Donatello, a forma di ovale, con il Cimitero degli Inglesi all’interno, che per le sue nuove caratteristiche strutturali fu soprannominato “isola dei morti”.

Il Cimitero degli Inglesi è molto caratteristico, con tombe disposte in modo irregolare, statue e diverse piante che creano un’atmosfera suggestiva, tipica dell’Ottocento romantico. Tra i personaggi sepolti qui segnaliamo: la poetessa Elizabeth Barrett Browning, Beatrice Shakespeare ed Edward Claude Shakespeare Clench, ultimi discendenti di William Shakespeare.

Cimitero delle Porte Sante, Firenze

Cimitero delle Porte sante, San Miniato, Firenze (Adobe Stock)

Infine, sempre a Firenze, per il i giorno morti, tra i cimiteri monumentali consigliamo la visita anche al cimitero delle Porte Sante, che sorge sul bastione fortificato della basilica di San Miniato. Un luogo ideale da visitare nel Giorno dei Morti, alla scoperta dei cimiteri monumentali più belli d’Italia. Da qui potete ammirare una vista panoramica spettacolare sulla città di Firenze e il paesaggio circostante. Il cimitero si sviluppa tutto intorno alla Basilica di San Miniato al Monte, frutto di successivi ampliamenti.

Il cimitero delle Porte Sante è stato inaugurato nel 1848, su progetto dell’architetto Niccolò Matas, autore della facciata della basilica di Santa Croce. In seguito fu ampliato e nel 1864 l’architetto Mariano Falcini utilizzò l’area fortificata intorno alla basilica. Il camposanto è ricco di statue e cappelle monumentali, per lo più di fine Ottocento e primo Novecento. Un colombaio più moderno, invece, è parzialmente interrato.

Alle Porte Sante sono sepolti numerosi personaggi storici e del mondo dello spettacolo: i Fratelli Alinari, fondatori dell’azienda fotografica più antica al mondo, lo scultore Libero Andreotti, lo scrittore e gastronomo Pellegrino Artusi, autore del libro più importante della cucina italiana, il produttore cinematografico Mario Cecchi Gori, lo scrittore Carlo Collodi, autore di Pinocchio, l’editore Felice Le Monnier, l’attore e regista Paolo Poli, lo scrittore Vasco Partolini, il politico Giovanni Spadolini, la famiglia dei Vespucci, il regista Franco Zeffirelli.

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Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova (Maurizio Beatrici, CC BY-SA 4.0, Wikicommons)

Valeria Bellagamba