Dolci dei Santi e dei Morti: le specialità della tradizione italiana

Dolci dei Santi e dei Morti: le specialità della tradizione italiana. Le prelibatezze da gustare.

dolci santi morti
Dolci dei Santi e dei Morti: le specialità della tradizione italiana (Adobe Stock)

Dolcetto o scherzetto non è solo una tradizione anglosassone di Halloween. Anche in Italia abbiamo una lunga e forse più antica tradizione di dolciumi che celebrano i nostri morti e il loro ritorno nel nostro mondo proprio in occasione delle feste del 1° e 2 novembre.

In questi due giorni, infatti, in tutta Italia si preparano o si acquistano tanti dolciumi, per lo più prodotti da forno, che cambiano a seconda delle zone d’Italia. A testimonianza di una tradizione radicata e con caratteristiche distintive regionali.

Si mangano questi dolci per ricordare i defunti e per celebrare i santi. In alcune zone d’Italia, nella notte tra il 1° e il 2 novembre, viene anche lasciata la tavola apparecchiata con un piatto di questi dolciumi, per i defunti che tornano brevemente nel nostro mondo. Qui vi segnaliamo le specialità regionali, tutte da gustare.

Leggi anche –> Ricette della tradizione per il giorno dei Morti e Ognissanti

Dolci dei Santi e dei Morti: le specialità della tradizione italiana

Tanti sono i dolci tipici che vengono preparati nelle varie regioni italiane per le festività dei Santi e dei Morti del 1° e 2 novembre. Si tratta di dolci della tradizione popolare, dunque poveri e semplici ma molto gustosi. Si tratta di pane dolce, biscotti, cannoli e torroni. Ogni zona d’Italia ha le sue ricette ed è molto interessante e goloso scoprirle tutte.

La tradizione dei dolci da preparare per le feste di inizio novembre nasce da una credenza popolare che risale molto indietro nel tempo. Secondo questa credenza, nella notte tra il 1° e il 2 novembre le anime dei defunti tornano nel nostro mondo, per visitare i luoghi che hanno frequentato durante la loro vita. I loro cari li accolgono con la tavola apparecchiata e i dolci tipici preparati per l’occasione. Scopriamo questi dolci tipici regionali.

  • Pan dei morti. Questo dolce appartiene ad un’antica tradizione milanese, risalente al Quattrocento, il Pà edi morcc. Viene preparato con amaretti, biscotti tritati, uvetta, mandorle, cannella e noce moscata. Una volta formato l’impasto, si divide in biscotti a forma di ossa che si cuociono di forno e poi vengono cosparsi di zucchero a velo.
  • Pan co’ Santi. Il pane con i santi è una tipica ricetta del senese e di alcune zone della provincia di Grosseto, con diverse varianti nel nome: pancosanti, pan coi santi, pan dei santi. Si prepara con farina, miele, noci, uvetta, lievito di birra e pepe nero. Gli ingredienti vanno impastati formando una forma di pane che poi va cotta in forno. Questo dolce viene preparato durante tutto l’autunno, non solo per le festività di novembre.
  • Fave dei morti. Le fave dei morti sono biscotti a base di mandorle che si preparano in diverse zone d’Italia, in particolare nelle regioni del Centro, come Umbria e Marche. Si chiamano fave perché un tempo venivano preparate proprio con le fave, le cui radici profonde sono legate al mondo sotterraneo, da sempre collegato ai morti. Questi biscotti si preparano con mandorle tritate e scorza di limone, possono essere più o meno dolci, duri o morbidi, a seconda delle variazioni nella ricetta. Le vere fave dei morti sono biscotti scuri, dalla forma arrotondata e la superficie schiacciata, duri da mordere e amarognoli. Negli ultimi anni, però, si sono affermate le varianti più morbide, di colore chiaro, più come pasta di marzapane, e decisamente più dolci.
  • Ossa dei morti. Si tratta di biscotti tipici di Parma, preparati con la pastafrolla e poi ricoperti di glassa di zucchero o cioccolato. Vengono preparati anche in altre zone d’Italia, come in Veneto, dove hanno una forma oblunga e sono ricoperti di cioccolato. Oppure nella provincia di Siena, dove li fanno con le mandorle e hanno la forma più rotonda. Le Ossa dei morti sono una specialità anche del Piemonte, dove sono chiamati os dij mort, hanno una consistenza dura e sono a base di mandorle e albume d’uovo. Infine, in Sicilia si chiamano crozzi e vengono preparati con farina, acqua, zucchero, albume, cannella e chiodi di garofano.
  • Cavalli dei morti. Sono pagnotte dolci di grandi dimensioni a forma di cavallo, tipiche del Trentino Alto Adige. Il cavallo rappresenta un richiamo alla antica mitologia greca, alla dea Epona, protettrice dei cavalli, che accompagnava i morti nell’oltretomba.
  • Dita di apostoli. Sono dolci tipici siciliani, e anche pugliesi, che assomigliano a dei cannoli, ma con impasto è diverso. Si tratta di una specie di crêpes arrotolate che vengono farcite con ricotta e cioccolato e poi spolverate di zucchero. In Sicilia vengono preparati anche panini dolci a forma di mano, chiamati  Le mani.
  • Torrone dei Morti. Si tratta di una specialità molto diffusa in Campania. Questo torrone ha una pasta morbida, a base di crema di cacao, caffè, gianduia, mandorle, pistacchio e altro, farcita con nocciole o altra frutta secca ed è ricoperto da cioccolato glassato. Il torrone può avere una forma squadrata o arrotondata nella parte superiore, a mezza luna. La forma esteriore spesso ricorda quella di una bara. A Napoli è chiamato O’ Morticiello o Murticiello, proprio perché l’aspetto ricorda quello di una cassa da morto.
  • Grano dei Morti. È una specialità pugliese preparata per il 2 novembre, per essere offerto ai defunti di famiglia. Conosciuto anche con il nome di Colva o semplicemente grano cotto, in dialetto “cicc cuott“, questo dolce viene preparato soprattutto in provincia di Foggia. La ricetta impiega grano in chicchi, melograno, frutta secca, come mandorle e noci, frutta candita, come cedro e uvetta. Questi ingredienti vengono amalgamati nel vino cotto, poi insaporiti e profumati con spezie, come cannella e chiodi di garofano. Di recente, la ricetta è stata arricchita con scaglie di cioccolato, che hanno reso il dolce più goloso e molto amato dai bambini.

Leggi anche –> Dove si mangia il tiramisù più buono del mondo in Italia

Fave dei Morti di Perugia (Cantalamessa , CC BY 3.0, Wikipedia)

Di Valeria Bellagamba