Riapertura in Italia 26 aprile: il parere dei virologi su viaggi, ristoranti, cinema e teatri

Cosa pensano i virologi italiani della riapertura dell’Italia prevista dal 26 aprile 2021.

Cosa dicono i virologi della riapertura
Perché i virologi non sono favorevoli alla riapertura – Pixabay

Il 26 aprile è la data in cui si comincerà gradualmente a riaprire l’Italia con le relative attività. Sono queste le notizie che arrivano direttamente dal Governo che sta stilando una road map di tutte le riaperture, giorno per giorno, momento per momento, che dovrebbero avvenire da quella data in poi. Compresi anche i viaggi e gli spostamenti con il famigerato pass per le regioni. Eppure sembra che i massimi esperti di coronavirus non siano completamente d’accordo con questa riapertura e con questa decisione presa dal Governo.

I pareri dei virologi sul 26 aprile

I motivi per cui gli esperti di Coronavirus non sono d’accordo con questa riapertura sono svariati. A detta loro ci sono ancora troppi casi e il tremendo baratro di una nuova risalita dei contagi è praticamente dietro l’angolo. La situazione epidemiologica e la campagna vaccinale non stanno andando oggettivamente di pari passo e sembra che comunque i casi di coronavirus siano sempre piuttosto elevati.

Allo stesso tempo la campagna vaccinale regolamentata e in qualche modo diretta, così possiamo dire, dal Generale Figliuolo procede, non senza problematiche. Gli stop per via dei dubbi in merito ai vaccini come Johnson Johnson e Astrazeneca hanno infatti rallentato e di molto il numero delle vaccinazioni.

Cosa pensa Andrea Crisanti delle decisioni del Governo

Intanto però l’Italia vuole ripartire e si vuole ricominciare a viaggiare, ad andare in palestra, ad andare al cinema a fare tutte quelle attività che insomma facevamo nella nostra vita precedente. Eppure, come abbiamo già anticipato, sono tanti virologi che non sembrano essere della stessa idea come riporta Fanpage.

Uno dei primi a dire che è sbagliato riaprire tutto il 26 aprile è Andrea Crisanti, professore di microbiologia dell’università di Padova. L’esperto ha specificato come, secondo lui questi numeri non sono assolutamente consoni ad una riapertura. Prima è importante vaccinare quante più persone possibili e diminuire tutte le possibilità di contatto tra le persone.

Le parole di Massimo Galli sul 26 aprile

Stesso discorso e stesso pensiero lo fa anche Massimo Galli, infettivologo primario dell’Ospedale Sacco di Milano, che a il Fatto Quotidiano ha spiegato che il Presidente Draghi a oggi non abbia svolto un compito eccelso in tema vaccini. Dubbi li crea anche l’esempio della Sardegna che, quando era bianca, ha riaperto tutto e in pochissimo tempo è tornata Rossa. Questo dovrebbe essere un monito perché chiaramente non tutti positivi sanno di esserlo e quindi è difficile dire con certezza che le aperture saranno tranquille.

L’idea di Massimo Bassetti

Un po’ meno pessimista è Matteo Bassetti il direttore della clinica di malattie infettive del San Martino di Genova che ha spiegato come, ovviamente, non ci sia un rischio pari allo zero per quanto riguarda le riaperture. Bisogna ovviamente monitorare la situazione e, laddove si dovesse vedere che i contagi aumentano bisognerebbe tornare immediatamente in zona rossa e fare multe a tutti coloro che non rispettano i protocolli.