Romina Power, il segreto: accadde tutto quando avevo 9 anni

Romina Power si apre in un’intervista parlando del suo passato, del presente della musica e di temi difficili (ma importanti da affrontare). 

Romina Power canta sul palco del Festival di Sanremo 2020.

Nella sua ultima intervista ad Oggi, Romina Power parla sia del mondo musicale che di temi più seri (come le problematiche ambientali, le scie chimiche, la guerra e la fame). Prima, la donna racconta del suo passato: quando le viene chiesto del suo brano La mia solitudine, la cantante ricorda i periodi bui e la famiglia. “Tutti attraversiamo dei periodo di nebbia nella nostra vita” dice, riferendosi al testo della canzone. “Avendo perso mio padre all’età di sette anni, per me è arrivato presto”. Allo stesso tempo, però, ringrazia i suoi fan: “nei tre anni e mezzo in cui ho accudito a mia madre, loro mi hanno tenuto molta compagnia attraverso Facebook. Altrimenti mi sarei sentita molto più isolata!”.

Quel futuro in cui avrebbe potuto essere una suora

Parlando delle attrici istantanee (coloro che sono molto famose per un momento, ma scompaiono quasi subito dagli schermi), Romina Power si rifiuta di colpevolizzare le colleghe. “Io non etichetterei mai nessuno come stella cometa: quella persona ha ancora fino alla fine della sua vita per redimere la sua carriera. A volte non dipende da lei. Non è sempre facile trovare il ruolo adatto e il casting che ti sceglie”.

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I discorsi più seri arrivano quando le viene chiesto se si ricorda della tragedia dell’11 settembre. “Preferisco non parlare più di questo argomento” risponde la Power, improvvisamente più triste. “Troppe persone hanno perso la vita. Troppe domande sono rimaste senza risposta”. Lanciandosi in un discorso su tutte le sue battaglie (dalla creazione di un ospedale in Tanzania alla lotta per mantenere il mare del Salento pulito), Romina Power commenta: “forse è anche per le cose cattive della vita che un giorno scrissi: Dio, fammi tornare come allora a giocar sull’altalena“.

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La sua ultima affermazione porta il giornalista a domandarle a cosa la Power si sia ispirata per quella preghiera. “Ero una bambina piuttosto solitaria” risponde la donna. “Ho passato gran parte della mia infanzia in collegio di suore. Questo ha fatto si che si esaltasse la mia natura contemplativa. Passavo molte ore da sola o con mia sorella, Taryn. Sia in giardino, in camera o in piscina, e al mare quando potevo. Pregavo e parlavo con mio padre. A 9 anni volevo farmi suora”.