Cesare Bocci, chi è la figlia Mia di 21 anni: “Per lei sono stato un mammo”

Da quando sua moglie ha avuto un ictus, Cesare Bocci si è dovuto prendere completamente cura della figlia Mia: com’è lei oggi?

Mia è la figlia di Cesare Bocci e Daniela Spada. La ragazza è nata il 26 marzo del 2000: oggi ha vent’anni e studia design. La coppia si è sempre amata moltissimo: Daniela, dopo anni di difficoltà in seguito ad una malattia (che a lungo le ha impedito di prendersi cura della figlia) nel 2018 ha sorpreso un commosso Cesare riuscendo a ballare con lui un tango a “Ballando con le stelle”.

Un periodo difficilissimo

Non è stato sempre tutto facile. In un’intervista con Ok Salute e Benessere, l’attore ha confessato il dramma vissuto nel 2000, quando la figlia era appena nata: “immagina di giocare con le onde in riva al mare. E, mentre sei di spalle, all’improvviso un’onda gigante ti travolge e ti risucchia in un mulinello d’acqua” racconta Cesare Bocci. “Così mi sono sentito il primo aprile di vent’anni fa, quando Daniela, la mia compagna, ha avuto un ictus mentre stava allattando la piccola Mia, a una settimana dal parto. Mi sono sentito affogare, sbattuto tra due scogli. Da una parte una mamma in coma, dall’altra una neonata da accudire”.

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Per un certo periodo, in seguito all’ictus, sembrava che Daniela si fosse scordata dell’esistenza della figlia. “Se le mostravo la foto di Mia in fasce, commentava biascicando: ‘Che bella bambina… ma chi è?'” ha raccontato Bocci. L’uomo si è visto ben presto obbligato ad assumere una tata: “all’inizio rifiutavo l’idea di dover prendere una tata per allevarla. Da bravo attore, cercavo di recitare due ruoli, quello di papà e mamma insieme […] Poi, però, mi sono arreso all’idea di dover prendere un’intrusa per tirar su Mia. Abbiamo trovato una tata bravissima”.

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L’uomo racconta anche di come inizialmente abbia sentito che, comportandosi da “mammo” (come lui stesso si definisce nell’intervista), stava derubando a sua moglie il tempo che anche lei avrebbe potuto passare con la figlia. “Ho agito con il cuore, ma penso di aver commesso degli errori quando Mia era piccola. Poiché Daniela non riusciva a tenerla bene in braccio, a darle il latte o a leggere le favole, con un atteggiamento iperprotettivo la esoneravo dal suo ruolo di mamma”. Sotto consiglio di uno psichiatra, Cesare Bocci iniziò a rendere la moglie sempre più partecipe nella vita della figlia: “quando Mia di notte si svegliava e chiamava papà, imparai ad aiutare Daniela ad alzarsi dal letto per andare in cameretta a tranquillizzarla”.