Morta Sontra Volpe, la modella è stata sconfitta da una terribile malattia

Si è spenta nelle scorse ore Sontra Volpe, modella 57enne , moglie a madre di tre figli: tutta Pescara in lutto per la scomparsa.

Per anni ha lottato contro una malattia terribile che non l’ha lasciata in pace e che alla fine ha avuto la meglio. Nonostante si dovesse curare ed avesse tutte le motivazioni per lasciarsi abbattere e voler vivere con i propri cari il tempo che le rimaneva, Sontra Volpe non ha mai abbandonato il suo posto da modella nel laboratorio di discipline pittoriche del Liceo Artistico Musicale Coreutico “Misticoni Bellisario” di Pescara. Bella, elegante e gentile, Sontra ha posato per 30 anni davanti a professori e studenti, diventando un punto di riferimento per gli uni e per gli altri.

Al liceo la conoscevano come la “modella triste”, per quel velo di malinconia che il suo sguardo comunicava a chiunque la osservasse. Sontra Volpe, però, non era una donna triste, amava il proprio lavoro, adorava la scuola che considerava “La sua vita” e aveva uno splendido rapporto con il marito Walter ed i tre figli Monika, Verdiana e Kevin. Anche dopo aver scoperto di essere malata nel 2011, la modella non si è fatta abbattere ed ha continuato a vivere la propria vita come prima.

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Morta Sontra Volpe, il ricordo dolce dei colleghi

A raccontarla ci hanno pensato i suoi colleghi, insegnanti e dirigenti di quel liceo in cui aveva speso tutta la sua vita lavorativa. La prima a raccontare di Sontra al Messaggero è la dirigente scolastica Raffaella Cocco: “Puntuale, garbata, affidabile. L’abbiamo vista soffrire ma, appena terminava il ciclo di cure, tornava al lavoro senza attendere un giorno”, spiega per poi aggiungere: “Mi diceva che la scuola era la sua vita e non poteva farne a meno. I nostri locali sono pieni di opere che la ritraggono e per noi resterà immortale”.

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Irene D’annunzio, insegnante di arti grafiche in pensione, ne esalta la bellezza e la professionalità: “Aveva tratti forti in una bellezza estrema che facilitavano il compito di cogliere la struttura della forma, era disponibile a posare in piedi per ore anche quando la malattia minava il suo fisico”. La docente di Italiano, Marina Desiderio, ne ricorda invece l’importanza per i ragazzi dell’istituto: “Era la prima ad arrivare e l’ultima ad andare via, nel suo ruolo sapeva essere algida ma allo stesso tempo affabile, per i ragazzi è stata un faro, l’essenza del liceo”.