Assolto Alessio Feniello, il padre di Stefano, morto a Rigopiano

Assolto dalle accuse di aver violato i sigilli di un’area sequestrata Alessio Feniello, il padre di Stefano, morto a Rigopiano.

(screenshot video)

Aveva 28 anni Stefano Feniello, quando nel gennaio di quattro anni fa, restò vittima della tragedia dell’Hotel Rigopiano. Dal giorno del dramma, suo padre Alessio non si è mai arreso nella ricerca della verità. L’uomo, insieme alla moglie Maria Perilli, il 21 maggio 2018, si era introdotto nell’area sottoposta a sequestro. Lo aveva fatto per compiere il più sentito e banale dei gesti: portare dei fiori sul posto dove il figlio aveva trovato la morte.

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Si era così trovato sotto processo a Pescara, su disposizione di Elio Bongrazio, gip del tribunale della città abruzzese che ha disposto il giudizio immediato nei confronti dell’uomo. Non solo: Alessio Feniello era stato raggiunto anche da una elevata sanzione pecuniaria, pari a 4550 euro per aver forzato i sigilli giudiziari. “Mai avrei pagato quella multa”, racconta oggi che la sua battaglia giudiziaria è terminata.

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Alessio Feniello assolto dall’accusa di aver portato dei fiori dove è morto il figlio Stefano

La vicenda giudiziaria dell’uomo aveva destato negli anni scorsi davvero molta indignazione, ma alla fine il giudice ha capito la buona fede e si è espresso per l’assoluzione. Al ‘Corriere della Sera’, Alessio Feniello ha ricostruito l’accaduto: “Quel giorno i carabinieri non volevano farci passare. Mia moglie ha detto loro: vado a portare dei fiori a mio figlio e non mi fermerete, avete la pistola, quindi se volete spararmi, sparatemi, io sono già morta. Così uno di loro, alla fine, ci ha accompagnato”.

Scattò la sanzione amministrativa, durissima, dopo la segnalazione alla procura di Pescara, ma l’uomo si oppose e chiese il processo. Adesso ha vinto questa sua piccola battaglia, in attesa di capire cosa accadrà con la vicenda giudiziaria che riguarda le responsabilità di Rigopiano. Ieri c’è stato il decimo rinvio dell’udienza del processo principale. “Volevano per me tre mesi di carcere e 100 euro di multa per aver portato un vaso di fiori sulla tomba di mio figlio” – sostiene Alessio Feniello facendo riferimento al suo di processo – “Il giudice ha avuto delicatezza. Ho perso Stefano, posso temere un ricorso?”.

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