Omicidio dei coniugi di Bolzano: dal fiume spunta uno smartphone, le ultime novità

Le indagini svolte per scoprire cosa sia successo davvero ai coniugi di Bolzano proseguono: pare che nell’Adige sia stato trovato un telefono.

coniugi Bolzano

Continuano le ricerche nel fiume Adige per ritrovare il corpo di Peter Neumair. Dopo il ritrovamento della salma della moglie Laura la polizia sperava di riuscire a risolvere più velocemente il mistero dei coniugi di Bolzano. Purtroppo, dopo giorni di ricerche (con l’aiuto del reparto carabinieri subacquei di Genova), le probabilità di recuperare anche il secondo corpo si sono assottigliate. Gli sforzi dei ricercatori, comunque, non sono inutili: dal fondo dell’Adige sono stati riportati a galla alcuni oggetti che, dicono gli investigatori, sembrano essere ottimi indizi.

Le prove contro Benno aumentano

Una chiave inglese, una coperta, un moschettone per arrampicate in montagna ed un telefono cellulare: ecco gli oggetti recuperati dalla squadra subacquea. Proprio l’ultimo ritrovamento è sembrato il più interessante, dato che i telefoni delle vittime non sono mai stati ritrovati. I Ris di Parma stanno lavorando in queste ore per scoprire se lo smartphone recuperato sia appartenuto a Peter o Laura.

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Non è solo sul fiume che si sono concentrate le indagini. Da poco sono arrivati anche i primi risultati delle analisi di laboratorio della casa dei Neumair. Le analisi confermerebbero che i coniugi sono stati uccisi all’interno del loro appartamento: in particolare, il sangue ritrovato apparterrebbe a Peter.

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Per Benno Neumair, figlio della coppia e (per ora) unico indagato, le cose peggiorano. Dall’autopsia effettuata sul corpo della madre Laura Perselli si è scoperto che la donna è stata strangolata: la corda usata sarebbe di un tipo perfettamente compatibile con quelle che il figlio Benno teneva in casa. Circola la voce che, anche senza il corpo del padre Peter, Benno rischi di essere sottoposto a giudizio immediato. Intanto, la famiglia Perselli ringrazia la polizia: “vogliamo ringraziarvi per tutto il vostro lavoro di ricerca dei nostri cari, Laura e Peter, fatto con grande impegno in questo periodo. Sappiamo quanto avete faticato per giornate intere, anche immergendovi nelle acque gelide dell’Adige e cercandoli ovunque sul nostro territorio. Vi ringraziamo moltissimo per avere messo a disposizione la vostra professionalità, il vostro tempo e la vostra fatica per aiutarci”.

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