Zona rossa, parrucchieri chiusi e scuola in dad: riunione del Cts

Il Governo ha chiesto chiarimenti agli esperti su come comportarsi nelle zone rosse, dove l’epidemia colpisce di più, prima della firma del nuovo DPCM.

Il nuovo Governo di Mario Draghi ha chiesto chiarimenti agli esperti sull’impatto della didattica in presenza e sulla chiusura dei parrucchieri nelle zone dove l’epidemia colpisce di più e la curva dei contagi è in aumento, prima della firma del nuovo DPCM.

Il nuovo Governo Draghi si sta domandando quale sia l’impatto delle scuole sull’andamento dei contagi e, soprattutto, quanto incida la scuola in presenza sulla diffusione del virus con le sue variazioni. A questi interrogativi spetterà rispondere al Comitato tecnico scientifico convocato alle 10:30. Prima della firma del nuovo DPCM, da parte del Presidente del Consiglio Mario Draghi, il Governo chiede dei chiarimenti sulla didattica in presenza che, al momento, rimane fissata tra il 50 e il 70 per cento.

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Il parere del Cts: “Se le scuole sono chiuse, devono chiudere anche i parrucchieri”

Alcuni governatori hanno scelto di chiudere le scuole a causa dell’aumento dei contagi nella curva epidemiologica. Il nuovo Governo Draghi ha chiesto agli esperti di indicare i fattori di rischio, per quanto concerne la scuola in presenza, nelle varie fasce gialla, arancione e rossa. Il Cts in passato aveva detto che non si potevano chiudere le scuole se, al loro posto, rimanevano aperte attività che aggregano le persone.

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Il Cts ha già indicato che se le scuole restano chiuse, non possono essere aperte attività che aggregano persone, come i centri commerciali, ma adesso si dovrà capire l’orientamento sulla base dei nuovi dati. Nella riunione che avrà luogo oggi, gli scienziati dovranno esprimersi in merito alla chiusura delle sale giochi e dei parrucchieri ed estetisti in zona rosse.