Marco Dimitri, morto il controverso fondatore dei Bambini di Satana

Improvviso malore a 58 anni, si è spento Marco Dimitri: morto il controverso fondatore dei Bambini di Satana, personaggio che fece discutere.

(screenshot video)

Un malore improvviso è costato la vita a Marco Dimitri, morto proprio nel giorno del suo 58esimo compleanno a Bologna. Si tratta di una figura molto controversa e discutibile, che è stato anche coinvolto in un’indagine con le accuse di stupro e pedofilia. Nel 1982 è diventato presidente dell’organizzazione “Bambini di Satana”.

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Dimitri – bolognese di nascita – è diventato orfano all’età di 14 anni. Vivendo per strada è rimasto a scuola fino al diploma. Il suo interesse per la cultura satanista ha inizio durante il servizio militare. Dopo aver fondato l’organizzazione satanista della quale è stato presidente, ha avuto notorietà pubblica.

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Chi era Marco Dimitri, contestato personaggio televisivo e mediatico

In particolare, è diventato famoso a livello nazionale quando ha partecipato a talk show e vari altri programmi. Marco Dimitri ha espresso aspre critiche alla cultura cattolica ufficiale in interviste a diversi giornali, tra cui Famiglia Cristiana. Successivamente, ha ottenuto notorietà anche all’estero, grazie all’interessamento nei suoi confronti che hanno avuto diversi network di fama mondiale, come BBC e CNN. La BBC una volta lo definì “il satanista più famoso d’Europa”. In ogni caso, ha rifiutato l’etichetta di adoratore di Satana e ha sempre sostenuto l’idea che il gruppo da lui fondato fosse sostanzialmente avverso alla Chiesa cattolica e alle sue dottrine.

Nel 1996 Dimitri fu accusato di aver violentato un bambino di due anni e un’adolescente durante rituali satanici, ma fu scarcerato dopo 14 mesi e nel 2005 ottenne anche un risarcimento. L’uomo – nonostante le controverse vicende che lo hanno sempre coinvolto – ha ottenuto anche in anni successivi una certa attenzione mediatica. Nell’agosto 2012 Dimitri è entrato a far parte del partito Democrazia Atea, fondato da Margherita Hack. La sua candidatura alla Camera l’anno successivo provocò l’ultima della lunga serie di polemiche che lo ha visto protagonista.