Chi è Aung San Suu Kyi, il Premio Nobel arrestata dopo il colpo di Stato

L’esercito ha effettuato un golpe in Myanmar, destituendo il governo e arrestando il capo di Stato e Premio Nobel Aung San Suu Kyi.

Questa mattina in Myanmar si stanno vivendo ore di tensione dopo che l’esercito ha deciso di ribaltare il governo eletto lo scorso novembre ed istituire una governo militare transitorio per il tempo necessario ad indire nuove elezioni. Il colpo di Stato è avvenuto al culmine di settimane difficili. Già da tempo si vociferava di una possibile frode in sede di votazione e nell’ultimo periodo la tesi delle votazioni truccate era stata sposata dal maggiore generale dell’esercito Zaw Min Tun, il quale aveva dichiarato che le elezioni non erano state né libere né tantomeno eque.

Forti di questa convinzione, i militari hanno fatto il loro ingresso nella sede del governo poco prima dell’insediamento ufficiale della Lega nazionale per la democrazia e del Capo di Stato Aung San Suu Kyi. Durante l’occupazione della sede governativa sono stati effettuati diversi arresti, tra cui quello del presidente e di diversi dirigenti. Attualmente il governo militare è stato affidato politicamente al generale Mint Swee, il quale ha il compito di gestire il Paese sino al risultato delle nuove elezioni.

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Chi è Aung San Suu Kyi

Poco prima che l’esercito entrasse in forze e l’arrestasse, la presidente eletta ha inviato un messaggio alla Nazione, chiedendo ai cittadini di non accettare il colpo di Stato e di lottare per il rispetto del risultato democratico emerso dalle urne. Dopo gli arresti, però, il nuovo governo ha imposto un blocco alle comunicazioni, impedendo ai cittadini anche l’accesso ad internet. In attesa di comprendere gli sviluppi della situazione, i militari hanno congelato qualsiasi attività lavorativa.

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Una situazione politica e sociale gravissima che ha già ricevuto la condanna da parte degli Usa, dell’Ue e della Nato e di tutti i principali capi di Stato occidentali. Biden, ad esempio ha dichiarato: “Condanno fermamente il colpo di stato dei militari”. Figlia del generale che patteggiò l’indipendenza della Birmania dal Regno Unito, Aung San Suu Kyi crebbe sotto l’influenza degli insegnamenti di Ghandi e le dottrine buddiste. Nel 1988 fondò la Lega nazionale per la democrazia e poco dopo venne arrestata dal Regime.

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Le venne offerta la possibilità di lasciare il Paese, ma lei rifiutò per dare l’esempio di lotta contro il regime dittatoriale. Nel 1990 riuscì a fare indire delle elezioni democratiche e ottenne un successo schiacciante alle elezioni. Il suo governo diede inizio ad un processo di democratizzazione che le valse nel 1991 il Premio Nobel per la Pace e i premi Rafto e Sakharov.