Moriva 21 anni fa Bettino Craxi: la sua parabola e la fine in esilio

Bettino Craxi è stato un politico italiano, Presidente del Consiglio dei Ministri e Segretario del PSI. Scopriamo qualcosa in più su di lui.

Il celebre Bettino Craxi nacque a Milano il 24 Febbraio del 1934, in pieno periodo fascista. Primo di tre figli, i suoi genitori furono Vittorio Craxi, un avvocato di origini siciliane trasferitosi nel Nord Italia, e Marina Ferrari, una donna proveniente da Sant’Angelo Lodigiano. Bettino crebbe in un ambiente antifascista e socialista liberale. Proprio per questo, in gioventù, causò talvolta qualche disordine con i suoi amici. Insieme arrivarono addirittura ad insultare un corteo balilla e a frantumare a sassate le vetrate di una Casa del fascio. Per tenerlo lontano dal pericolo imminente, i suoi genitori lo mandarono, all’inizio della grande guerra, in provincia di Como, a studiare in un collegio religioso.

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Benedetto, durante l’adolescenza, non amò molto studiare. Fu proprio lui a confessarlo, diversi anni più tardi. Nonostante tutto ottenne però la maturità classica, diplomandosi al liceo Carducci di Milano. In seguito si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza, intento a seguire le orme del padre Vittorio. Negli stessi anni, entrò anche a far parte del PSI, il Partito Socialista Italiano. Dopo aver superato diversi esami, Craxi decise di abbandonare l’Università e di dedicarsi completamente soltanto alla vita politica, la sua vera vocazione.

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Durante il corso degli Anni ’50, Craxi cominciò a dedicare anima e corpo al PSI, che grazie a lui ottenne sempre più consensi. In poco tempo infatti il partito raggiunse più di 700mila iscritti. Bettino ricoprì diverse cariche politiche durante tutta la sua carriera. Fu assessore del comune di Milano e segretario provinciale del partito negli Anni ’60, deputato nel 1968, e vicesegretario del partito nel 1970. Verso la fine degli Anni ’70 prese però le distanze dal PSI, a causa della perdita di consenso del partito e della sua scarsa notorietà in ambito elettorale. Nel 1978, un avvenimento, ovvero la dimissione anticipata dell’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone, fornì però all’uomo l’occasione per far entrare al Quirinale un socialista per la prima volta, Sandro Pertini.

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Il 4 Agosto del 1983, Craxi formò il suo primo governo, composto dai partiti DC, PSI, PSDI e PLI. L’uomo, il primo socialista a diventare Primo Ministro in Italia, è rimasto in carica fio al 1986, il periodo più lungo mai registrato all’interno della Repubblica. Nel 1989 fu addirittura scelto come Rappresentante personale del Segretario Generale dell’ONU, con il compito di occuparsi del debito dei Paesi in via di sviluppo.

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Bettino Craxi, la fuga in Tunisia e la morte

Il declino politico di Bettino Craxi ebbe inizio nel 1992. Quell’anno prese vita l’inchiesta Mani Pulite, una bufera che trascinò la figura dell’ex Primo Ministro nello scandalo. L’uomo, intenzionato a non affrontare alcun processo, si rifugiò nel 1994 ad Hammamet, in Tunisia, all’interno della sua villa. Per anni le autorità italiane decisero di non intervenire sulla sua fuga, cosicché Craxi rimase praticamente esiliato fino al giorno della sua morte. L’uomo perì il pomeriggio 19 Gennaio del 2000, esattamente 21 anni fa, a causa di un arresto cardiaco. Durante gli ultimi anni di vita ebbe diversi problemi di salute. Era infatti affetto da cardiopatia, gotta e diabete, e fu colpito da un tumore al rene. I suoi funerali si tennero nella cattedrale di Tunisi, e molta gente autoctona partecipò all’evento.