Isola delle Rose, la storia vera dietro al film di Netflix

L’Isola delle Rose, dietro al film di Netflix si nasconde una storia di ribellione e libertà: ecco cosa successe davvero dal 1956 al 1969.

“L’incredibile storia dell’Isola delle Rose” è uno dei titoli di film più visti su Netflix in Italia. Diretto da Sydney Sibilia e prodotto dalla casa cinematografica Groenlandia, il film racconta una vicenda realmente accaduta a fine anni ’60. Protagonista è l’ingegnere bolognese Giorgio Rosa, che nel ’68 fondò la Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose: una piattaforma in acciaio di 400 metri quadrati, costruita in acque internazionali sei miglia marine al largo di Rimini. L’impresa utopica di Rosa era quella di fondare uno Stato indipendente, ma non finì bene: l’ingegnere spaventò talmente tanto il governo italiano che questo dichiarò guerra alla piattaforma.

La vera storia dell’Isola delle Rose

Sibilia racconta l’accaduto in soli 118 minuti, “ripulendo” l’impresa di Giorgio Rosa da ogni interpretazione ideologica e romanzando abbondantemente alcuni passaggi della trama. Aggiungendo un tocco comico e leggero ai dialoghi, Sibilia si è allontanato dallo stile da documentario per dar vita ad un film davvero avvincente.

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Primo di tutti, nel film è stato decisamente romanzato il momento in cui Giorgio ebbe l’intuizione che lo portò a inventare la sua isola. Non si trattò di una dimostrazione di coraggio e ribellione per farsi apprezzare dalla ex fidanzata Gabriella, come racconta il film. La realtà è che l’ingegnere iniziò a formulare il suo progetto già nel 1956, più di dieci anni prima della sua realizzazione, dopo aver terminato i lavori di un cantiere edile a Bologna ed essersi scontrato più volte contro l’insormontabile muro della burocrazia italiana. Nel suo memoriale, “Il fulmine ed il temporale di Isola delle Rose”, l’ingegnere racconta: “Sorse in me l’idea di fare un’isola dove vi fosse la vera libertà, dove le persone intelligenti potessero procedere, e dove gli inetti fossero cacciati”.

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Rosa studiò la situazione giuridica e politica di alcune isole inglesi che si trovavano al di fuori delle acque territoriali, e dopo aver interpellato alcuni procuratori della Repubblica ed aver consultato un esperto di diritto internazionale decise di fondare la sua propria isola. La struttura toccò per la prima volta il fondo del mare nel 1964. Nel 1967 l’ingegnere, consigliato dagli amici, decise di aprire al pubblico la sua creazione. L’isola d’acciaio divenne subito una delle principali attrazioni turistiche della costa riminese, attirando enormi gruppi di ragazzi alla ricerca di un luogo dove assaporare il gusto della libertà totale. Poco dopo, visto il crescente numero di visitatori, Rosa avviò la costruzione di un secondo piano per aumentare lo spazio a disposizione. Dopo diversi tentativi, il 26 febbraio 1969 i sommozzatori della Marina Militare italiana riuscirono a demolire completamente la struttura, che oggi giace sul fondo del mare.