Strage di Erba, parla ex carabiniere: “Ecco che si dicevano Rosa e Olindo”

Giovanni Tartaglia, ex maresciallo dei Carabinieri, racconta alle Iene un retroscena inedito sulla strage di Erba. 

strage di erba

“Anche tra i miei colleghi sono pochi quelli che danno con certezza che Rosa e Olindo siano colpevoli, le prove a loro carico non le trovo così schiaccianti”. A parlare è un ex carabiniere che afferma di aver partecipato alle indagini sulla strage di Erba. La sua testimonianza esclusiva andrà in onda questa sera a Le Iene dalle 21:10 su Italia 1.

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Nuovo colpo di scena sul caso di Erba

Le clamorose rivelazioni di Giovanni Tartaglia – un ex maresciallo dei Carabinieri che ha svolto gran parte della sua attività al nucleo operativo radiomobile di Como, dal 1998 al 2008, e ha partecipato alle indagini sulla strage di Erba, ma è stato congedato dall’Arma dopo aver avuto dei guai con la giustizia ed è attualmente detenuto nel carcere di Bollate a Milano – gettano una nuova luce su quella tragica vicenda.

“Sono un ex maresciallo dei Carabinieri – premette Tartaglia -. Nel periodo di permanenza nel nucleo operativo di Como ho fatto parte anche delle indagini della strage di Erba” e “sono andato anche sulla scena del crimine”. “Io – spiega – mi sono occupato prevalentemente di intercettazioni ambientale e telefoniche. Queste mie perplessità sono state presentate. Le mie, come quelle dei colleghi in ambito interno, però le devo dire la verità, sono pochi quelli che danno con certezza che Rosa e Olindo sono colpevoli. Perché secondo me manca il fatto di non aver verificato nessun’altra alternativa. Le prove a carico di Olindo e Rosa non le trovo così schiaccianti e così determinanti. Qualsiasi pista, qualsiasi minima cosa fosse uscita fuori che non rientrava nella normalità, secondo me doveva essere battuta”.

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Secondo Tartaglia, all’epoca dei fatti si agì in maniera del tutto diversa rispetto a quella che è la prassi in fase di indagine. “La cosa principale che è stata chiara è che dopo due giorni doveva essere tutto focalizzato su Rosa e Olindo, cioè si doveva fare di tutto per tirare fuori la colpevolezza di Rosa e Olindo, questa è l’impressione… e poi così è stato. Ogni cosa che andavamo a dire non andava bene, non fregava niente a nessuno”.

Tartaglia rivela di aver ascoltato Rosa e Olindo parlare della strage: “In casa, la sera accendevano la televisione, ce l’avevano lì, quindi si parlava solo di quello lì… In casa Romano-Bazzi, poche parole, non è che poi stavano tutto il tempo a parlare di queste cose, cioè mi ricordo la frase ‘c’è da aver paura a stare in un ambiente del genere’, dopo che è successo, no? L’intercettazione ambientale di Rosa e Olindo nell’insieme è stata un’intercettazione tranquilla, nella loro vita quotidiana parlavano della strage di Erba con qualche vicino che li andava a trovare o per telefono, o comunque discutevano, ‘visto cosa è successo, non è successo, c’è da aver paura’, mi ricordo queste parole, le diceva Rosa. Poi sentivano il telegiornale, si informavano, erano preoccupati di quello che era successo. Che non ne hanno mai parlato non mi risulta. Basta andare ad ascoltare le registrazioni”. “Nel periodo in cui ci sono stato – aggiunge – non è mai emerso nulla di interesse operativo, quindi è stata una conversazione abbastanza lineare e normale. Nessuna conversazione strana che potesse far pensare o portarci a qualche sospetto in particolare in Rosa e Olindo”.

EDS