Da dove vengono i modi di dire? Storia e origine dei detti più diffusi

Tutti li usiamo ogni giorno senza pensare troppo alla loro origine, i modi di dire sono spesso assurdi. Ma qual è la loro origine?

Li usiamo da sempre senza chiederci niente, i modi di dire sono espressione della vita quotidiana di tutti. Ma vi siete mai chiesti da dove vengono e quale sia la loro origine?

Da dove vengono i modi di dire?

“Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino“: un diffusissimo modo di dire, che sta ad indicare che se viene perpetrata un’azione negativa, prima o poi se ne dovranno affrontare le conseguenze. Questa espressione è ricollegabile ad un evento che avveniva frequentemente in passato: il lardo veniva affettato sul tagliere con la mezzaluna e poteva capitare che il gatto domestico, tentando di rubarne una fetta, rischiasse di farsi tagliare accidentalmente una zampetta.

Per il rotto della cuffia“: viene detto in occasione di un qualcosa riuscita per un pelo. La “cuffia” in questione è il copricapo in maglie di metallo indossato dai cavalieri medievali, per proteggere la testa sotto l’elmo. Poteva capitare che, in battaglia, una lancia nemica trapassasse l’elmo e la vita del cavaliere era salva soltanto grazie alla cuffia che gli aveva protetto la testa.

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Piantare in asso“: il significato di questa espressione è assimilabile all’abbandonare qualcuno da un momento all’altro. La particolare origine di questo detto risale alla mitologia grecaArianna, che con il suo filo aveva aiutato l’amato Teseo ad uscire dal labirinto del Minotauro, viene poi abbandonata dallo stesso Teseo sull‘isola di Nasso. “Rimanere in Nasso” o “piantare in Nasso” con il tempo si sarebbe trasformato in “piantare in asso”, facendo cadere la lettera n.

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Per filo e per segno“: seguire un lavoro “per filo e per segno”, significa compierlo in maniera certosina e precisa. Il modo di dire viene dal lavoro dei “segantini”, ossia coloro che in passato segavano a mano tronchi d’albero, e degli imbianchini. Per entrambe le professioni, infatti, si usava inzuppare del filo nella vernice e lo si lasciava cadere in linea retta sulla parete o sul tronco da tagliare a mo’ di riga, per ottenere una linea dritta e precisa.