Silvia Romano, testimonianza choc: “Poteva essere liberata prima”

Le Iene hanno intervistato la persona che avrebbe partecipato alle ricerche della cooperante milanese Silvia Romano: ne sono emersi alcuni elementi molto interessanti.

Silvia Romano, la giovane rapita in Kenya e liberata in Somalia dopo oltre 500 giorni di prigionia, “poteva essere liberata prima, un mio contatto sapeva al 90% dove si trovava”. A sostenerlo è un testimone che ha seguito da vicino la vicenda e partecipato alle ricerche della ragazza, intervistato dalle Iene Matteo Viviani e Riccardo Spagnoli. E’ andata davvero così? Certo è che le sue parole rischiano di innescare ora un altro terremoto politico-istituzionale.

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Dubbi e ombre sulla vicenda di Silvia Romano

Il testimone in questione sostiene di aver preso parte alle ricerche della giovane milanese rapita in Kenya il 20 novembre del 2018 e liberata in Somalia l’8 maggio scorso, dice di conoscere molti dettagli sulla vicenda e per la prima volta racconta la trattativa che c’è stata per la sua liberazione, fornendo anche dettagli sul riscatto richiesto dai suoi rapitori.

Silvia Romano poteva essere liberata prima? “Sì, ne sono sicuro”, risponde il testimone senza ombra di dubbio. Cos’è successo nei primi mesi successivi al suo rapimento? “C’erano troppe interferenze sul campo, chi doveva scegliere non poteva farlo con serenità perché aveva troppe proposte da troppe angolazioni”. E come mai da un certo punto in poi di questa storia non se ne è più parlato? “Bisognerebbe chiederlo a chi effettivamente stava cercando Silvia”. La verità, o buona parte di essa, è ancora tutta da scrivere.

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EDS