Riapertura a Natale, l’infettivologo Andreoni: “Porterebbe ad un disastro”

Secondo l’infettivologo Andreoni una riapertura nel periodo di Natale poterebbe ad un disastro le cui conseguenze non sarebbero gestibili.

Ieri Miozzo ha spiegato che c’è una possibilità concreta che a partire dal prossimo 4 dicembre si concedano delle aperture a fasce orarie e contingentate nei negozi e nei ristoranti. Il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico ha spiegato che si tratterebbe di concessioni solo per chi si attiene al rispetto delle regole, altrimenti non sarebbe possibile concedere alcuna concessione. Sebbene ci sia la possibilità di un ritorno alla “semi-normalità” per negozi e ristoranti, Miozzo ha precisato che dobbiamo scordarci il tradizionale periodo natalizio.

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Insomma bisognerà rassegnarsi a vivere in un semi-lockdown tutto dicembre. D’altronde i numeri della pandemia sono tutt’oggi molto pesanti: ieri sono morte altre 753 persone e sono aumentati anche i ricoveri in terapia intensiva. Insomma, anche se la curva sembra che si stia stabilizzando, perché ci sia un calo nei numeri della pandemia ci sarà bisogno di attendere.

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Riapertura a Natale, Andreoni: “Sarebbe un disastro”

Contrario anche alla minima concessione è apparso in una recente intervista l’infettivologo del Policlinico Tor Vergata di Roma, Massimo Andreoni. Il primario ha spiegato al Messaggero che la pandemia quest’estate ci ha fornito una grande indicazione: “che le mezze misure non solo non funzionano ma aggravano anche la situazione”. Il medico ha detto inoltre che non è questo il tempo del rilassamento ma quello della prudenza e della serietà.

A suo avviso l’andamento della curva non permette distrazioni: “Dico che non dobbiamo mollare neanche di un centimetro perché finiremmo per ottenere un doppio risultato negativo: ospedali in tilt e prima o poi anche un lockdown totale che stroncherebbe ancora di più l’economia”. Con dati come quelli di ieri (35mila contagi), secondo Andreoni la riapertura porterebbe a conseguenze catastrofiche, significherebbe: “preparare il terreno a un vero disastro. Il virus ci mette pochi giorni a riesplodere”.