Dal 23 novembre obbligo di tampone negativo per entrare in Spagna

Per tutti i viaggiatori in arrivo da paesi ad alto rischio, sarà obbligatorio presentare un tampone negativo per entrare in Spagna. tampone obbligatorio per entrare in Spagna La Spagna è da sempre uno dei paesi più amati dagli italiani. Anche quest’anno, nonostante l’emergenza sanitaria, in tanti hanno scelto la Penisola Iberica per passare le proprie vacanze al mare all’insegna del relax e buon cibo. Dal 22 giugno 2020 è possibile viaggiare in Spagna senza restrizioni. Dal giorno 23 novembre, invece, chiunque voglia accedere al paese è obbligato a sottoporsi al tampone 72 ore prima del viaggio.

Tampone negativo per entrare in Spagna: come funziona?

La Spagna, uno dei Paesi europei più colpiti dalla pandemia, finora non ha mai richiesto il tampone negativo per entrare nel paese. Secondo il quotidiano spagnolo El Pais, dal giorno 23 novembre 2020, tutti i viaggiatori internazionali provenienti dai paesi ad alto rischio, saranno obbligati a presentare negli aeroporti spagnoli l’esito negativo del tampone. tampone all'aeroporto

Il formulario da compilare

Tutti i viaggiatori provenienti dai paesi a rischio dovranno compilare il “Formulario di salute pubblica” prima del loro viaggio in Spagna. È possibile accedere al formulario attraverso la pagina Spain Travel Health o la app Spain Travel Health-SPTH. Una volta compilato correttamente il modulo, i passeggeri otterrano un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. Nel caso in cui il tampone fosse positivo, i viaggiatori non potranno entrare nel paese, senza alcuna eccezione. Inoltre, se il viaggiatore non porta con sé il risultato del tampone, potrebbe essere sanzionato e sottoposto a un test antigenico rapido all’aeroporto di destinazione.

I contagi in Spagna continuano a salire

La Spagna ha aggiunto 356 nuovi decessi nell’ultimo giorno, superando le 40.000 vittime per coronavirus dall’inizio della pandemia. I positivi di oggi sono circa 19.511, per un totale di 1.437.220 contagi, con un’incidenza cumulativa di 504 casi per 100.000 abitanti. Le comunità spagnole continuano ad adottare misure restrittive. A Burgos è stato chiesto alla popolazione di confinarsi e sono proibite le riunioni di più di tre non abitanti. La Catalogna prolunga la chiusura dei bar e ristoranti fino al 23 novembre. Nella Comunità di Madrid, invece, la situazione sembra migliorare rispetto al resto del paese.

Quali sono i paesi europei ad alto rischio?

Il centro europeo per il controllo delle malattie (CEPCM), ha creato una mappa in cui sono segnalati tutti i paesi europei a rischio.
Mappa paesi a rischio
Mappa paesi a rischio
Secondo il loro ultimo rapporto del 5 novembre, tutti i paesi europei sono a rischio massimo, ad eccezione di Norvegia, Finlandia e Grecia. Suddetti paesi, quindi, saranno gli  unici esentati dalla presentazione del tampone negativo all’arrivo in Spagna. Secondo gli indicatori dell’organizzazione, la mappa segna in verde quei paesi se il tasso di notifica a 14 giorni è inferiore a 25 casi per 100.000 e il tasso di positività del test è inferiore al 4%. In arancione, se il tasso di notifica a 14 giorni è inferiore a 50 casi per 100.000 ma il tasso di positività del test è pari o superiore al 4% o, se il tasso di notifica a 14 giorni, è compreso tra 25 e 150 casi per 100.000 e il tasso di positività del test è inferiore al 4%.   In rosso, se il tasso di notifica a 14 giorni è di 50 casi per 100.000 o più e il tasso di positività del test è del 4% o più o se il tasso di notifica a 14 giorni è superiore a 150 casi per 100.000.   I paesi per i quali le informazioni sono insufficienti o se la percentuale di test è inferiore a 300 casi ogni 100.000 sono indicati in grigio. Per i Paesi terzi, invece, il riferimento sarà l’incidenza cumulativa di base per 100.000 abitanti in 14 giorni, integrata con le capacità attuate come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale.

 

Dalla nostra inviata in Spagna Lucia Schettino