Zone rosse, Speranza: pronte nuove ordinanze sui dati delle prossime 48 ore

Il Dpcm sulla suddivisione in zone rosse, arancioni e gialle è entrato in vigore solo ieri, ma nei prossimi giorni le regioni potranno essere cambiate di fascia.

La suddivisione in zone di rischio dell’Italia è stata contestata a più riprese dalle regioni. C’è chi, come il governatore della Sicilia Nello Musumeci, ritiene che l’inserimento nella fascia di rischio arancione sia troppo punitivo, e chi, come Vincenzo De Luca, ritiene che necessitano misure più stringenti. Speranza il giorno dopo la suddivisione ha liquidato le polemiche dicendo che i governatori possiedono i dati e dunque conoscono le motivazioni delle decisioni prese.

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Meno diplomatico sulle polemiche è stato nelle scorse ore il premier Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio ha detto chiaramente che le regioni devono adeguarsi al nuovo Dpcm, altrimenti il governo sarà costretto ad imporre un lockdown generalizzato come quello che abbiamo vissuto a marzo e aprile. In quel caso nessuno potrebbe godere di vantaggi legati ad una migliore situazione epidemiologica e sanitaria.

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Zone rosse, Speranza spiega che nei prossimi giorni potrebbero essercene altre

Anche se non si dovesse giungere ad un lockdown generalizzato, è possibile che nei prossimi giorni il governo decida di aumentare le zone rosse. A farlo presente è stato il ministro della Salute Roberto Speranza che a tal proposito ha dichiarato: “vedremo i nuovi dati e se necessario ci saranno altre ordinanze”. Insomma se i dati delle prossime 48 ore confermeranno un aumentato rischio per alcune regioni, quelle arancioni potrebbero diventare rosse e quelle gialle, arancioni.

Per quanto riguarda il discorso Napoli, Speranza ha spiegato: “Il Dpcm prevede che il ministro possa intervenire su una Regione, non su una Provincia. Ma sull’area metropolitana può intervenire il presidente De Luca“. Se il governatore campano riterrà opportuno rendere la provincia di Napoli zona rossa, dunque, potrà farlo senza dover attendere un decreto ministeriale.