Covid, professor Barnabei: “Muoiono quasi esclusivamente i vecchi”

Ospite di Piazza Pulita, il geriatra del Gemelli di Roma, il professor Barnabei, spiega che a morire di Covid sono soprattutto gli anziani.

Nell’ultima puntata di Piazza Pulita è stato intervistato il geriatra del Policlinico Gemelli di Roma, il professor Barnabei, per parlare delle vittime del Covid. L’interesse del conduttore del programma era far spiegare agli italiani chi è che al giorno d’oggi muore di Coronavirus. Sappiamo infatti che il virus colpisce indiscriminatamente e che tutti, dal bambino all’anziano possono ammalarsi. Ma per quali persone questa malattia diventa letale? Quali sono le percentuali di rischio in base alla fascia d’età?

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Per rispondere a questo quesito, il medico cita i dati dell’Istituto Superiore di Sanità sui contagi e sui decessi: “I contagiati sono tra 0 e 40 anni il 32%, tra 40 e 70 il 42%, rimane un 25% che sono i contagiati da 70 in su. Bene, questo 25% fa il 90% dei morti. Cioè muoiono praticamente quasi solo i vecchi. Dal primo giorno di marzo ad oggi l’età media dei deceduti è di 80 anni”.

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Professor Barnabei: “Il coronavirus uccide i più deboli”

A quel punto il conduttore gli chiede come mai il virus è così letale per le persone anziane e quali sono le patologie che facilitano l’evoluzione negativa della malattia. A queste domande il professor Barnabei risponde: “Si muore di Covid perché hai – più o meno, queste sono le malattie più frequenti – il diabete, l’ipertensione, l’insufficienza renale, la fibrillazione atriale e lo scompenso di circolo. Più o meno queste sono le malattie più candidate. Ma si tratta di malattie della cronicità, le malattie della fragilità”.

Il medico vuole fare capire che qualsiasi condizione estrema o nuova malattia colpirebbe la stessa fascia di persone. E per fare capire cosa intende cita il caso dell’ondata di caldo anomalo verificatosi nel 2003: “Morivano esattamente le stesse persone, ultraottantenni con le stesse patologie”.