Pandemia oggi | Ippolito del Cts | ‘Rimarrà per l’intero 2021’

La situazione di pandemia oggi non svanirà in poco tempo. Lo rivela il professor Giuseppe Ippolito del Comitato tecnico scientifico.

Ippolito pandemia oggi Cts
Ippolito del Cts parla della pandemia oggi FOTO Getty Images

Il professor Giuseppe Ippolito, membro del Comitato tecnico scientifico, è certo che la pandemia oggi si protrarrà anche nel corso di tutto il 2021. “Servirà del tempo prima di potere tornare alla normalità”, sostiene colui che è direttore scientifico dell’ospedale specializzato nella cura delle malattie infettive ‘Spallanzani’ di Roma.

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Nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera, Ippolito ribadisce, come già fatto dal premier Conte e da altri, come l’obiettivo fondamentale da raggiungere con l’introduzione delle norme restrittive contenute nel nuovo Dpcm di inizio novembre sia quello di rallentare la circolazione del virus. “Queste sono le uniche armi di cui disponiamo e c’è il bisogno che tutti rispettino le regole. Ne usciremo solo così”. Dare un freno al virus significherà far respirare anche gli ospedali e le terapie intensive, e proteggere anche in maniera diretta l’economia. Perché chi si ammala non può lavorare, data la pandemia oggi. “Se non riusciremo a stabilizzare la curva del contagio, qualunque sforzo profuso risulterà inutile. Tutti i Paesi stanno facendo così, anche per potere garantire cure a persone che hanno altre malattie”.

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Pandemia oggi, in estate un colpevole rilassamento: “Ora rispettiamo le regole”

Ma per Ippolito non c’è misura che tenga, se i cittadini non rispettano quanto dettato. Più saremo responsabili e prima ne verremo fuori, per lui. Ippolito ammette anche che in estate c’è stato un rilassamento generale, che ha contribuito a fare precipitare di nuovo la situazione. “Discoteche ed aperitivi sarebbe stato meglio evitarli, avremmo potuto fare di più. Ma tutta l’Europa è diventata zona rossa”. Infine l’esponente del Comitato tecnico scientifico che collabora con il Governo descrive la maniera di agire del virus. Per i primi 2 o 3 giorni rende un individuo estremamente contagioso, prima che sorgano i sintomi. Cosa che in molti casi poi neppure avviene, con il soggetto che risulta quindi asintomatico. Per questo il tracciamento e l’isolamento domiciliare sono fondamentali.

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Il tracciamento non è servito, misure restrittive inevitabili

Così si individuano i nuovi contagi e si interrompe la catena dell’infezione. Purtroppo però il tracciamento ha fallito e servono per forza disposizioni più restrittive, come i lockdown locali o quello generale avvenuto tra marzo ed aprile 2020. In attesa di cure efficaci, che dovrebbero giungere a partire dalla primavera 2021, occorrerà usare cautela. Anche per la distribuzione di vaccini ci vorrà del tempo, per questo è convinzione radicata in molti membri della comunità medica e scientifica il fatto di dovere convivere ancora per un altro anno con la pandemia oggi. Infine su una possibile immunità di gregge, Ippolito parla di notevoli difficoltà in tal senso, inoltre c’è chi si è ammalato una seconda volta a distanza di qualche mese.

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