Dpcm, cinema e teatro: “La chiusura? Un coprifuoco mascherato”

La chiusura di cinema e teatro disposta nell’ultimo dpcm lascia perplessi tutti i lavoratori del settore che chiedono un dialogo con Conte.

Tra i settori colpiti dalle chiusure nel Dpcm c’è anche quello dello spettacolo. La chiusura di cinema e teatro si somma a quella dei locali notturni in cui si tengono spettacoli e concerti. Conte ieri ha spiegato che non viene disposto un coprifuoco vero e proprio, ovvero che le persone sono libere di muoversi di casa, ma che è consigliato farlo solo per ragioni lavorative, scolastiche e sanitarie. Insomma chi vorrà andare a correre o fare esercizio in bici sarà libero di farlo, chi vorrà andare a fare una passeggiata pure, ma la sensazione è che il coprifuoco in realtà ci sia eccome.

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Se è vero che non viene impedito lo spostamento, è vero anche che tutte le possibili attività che invoglierebbero allo spostamento sono state chiuse. E’ evidente che l’obiettivo del governo è quello di limitare gli spostamenti a quelli essenziali e ridurre il traffico il più possibile senza imporre la chiusura di tutti i settori lavorativi o il coprifuoco per gli spostamenti. I lavoratori del mondo dello spettacolo, i gestori di teatri e cinema non si capacitano del perché, altrimenti, sarebbe stata imposta la chiusura.

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Chiusura cinema e teatri, Mario Lorini: “Coprifuoco mascherato”

In una lettera aperta indirizzata al presidente del consiglio, scritta e firmata da direttori artistici, associazioni di categoria, attori, titolari delle sale cinematografiche, si sottolinea l’assoluta sicurezza di teatri e cinema dopo la riapertura. Il presidente dell’Associazione nazionale esercenti cinema, Mario Lorini, spiega il perché ad ‘Open‘: “Da quando abbiamo riaperto, lo scorso giugno, non si è mai verificato un cluster nelle sale cinematografiche. È un dato certo, perché i cinema tracciano gli spettatori per 14 giorni”.

Lo stesso Lorini poi aggiunge: “E’ coprifuoco mascherato. Forse l’unica spiegazione che riesco a dare è quella di voler limitare gli spostamenti delle persone. Per il resto, è una scelta che non possiamo comprendere, ma solo accettare per il fine primario di salvaguardare la salute pubblica“. Le parole di Lorini sono confermati da dati statistici risultati da un’indagine condotta dall‘Associazione generale italiana dello spettacolo. Dalla riapertura al 3 ottobre, infatti, sono stati 347.262 spettatori e solo uno di essi è risultato positivo al Coronavirus.