Covid, il virologo Palù: “Il 95% sono asintomatici, basta isteria”

Secondo il virologo Palù il 95% dei contagiati di Covid sarebbero asintomatici, le sue affermazioni però sono smentite dai dati dell’ISS.

In un’intervista concessa al ‘Corriere della Sera‘, il virologo Palù si dice stupito dall’isteria collettiva legata alla crescita dei casi di contagio da Covid-19. L’esperto è molto sicuro di ciò che afferma e chiarisce: “Parliamo di ‘casi’, intendendo le persone positive al tampone. Fra questi, il 95 per cento non ha sintomi e quindi non si può definire malato, punto primo”.

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Il secondo punto, a suo avviso, è che al momento non vi sia certezza se questi positivi asintomatici siano effettivamente contagiosi: “è certo che queste persone sono state contagiate, cioè sono venuti a contatto con il virus, ma non è detto che siano contagiose, cioè che possano trasmettere il virus ad altri”. Il virologo sottolinea che con i test al momento a disposizione non è possibile verificare in tempo se qualcuno ha una carica virale tale da essere contagioso: “con i test a disposizione, non è possibile stabilirlo in tempi utili per evitare i contagi”.

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Covid, le affermazioni di Palù sono smentite dai dati dell’ISS

Il virologo dice infine che l’unico dato utile per capire quanto sia grave la situazione è il numero di pazienti in terapia intensiva. Proprio quello, infatti, è il dato che il Comitato tecnico-scientifico guarda per decidere quali misure applicare per limitare il contagio. Tuttavia nelle affermazioni del virologo ci sono delle inesattezze statistiche. Non tanto sul fatto che i test non permettano di capire in tempo la carica virale per evitare il contagio, quanto sulle percentuali degli asintomatici.

Questo, almeno, da quanto si evince dall’ultimo report pubblicato dall’ISS a riguardo. Il report in questione, pubblicato il 17 ottobre con il titolo ‘Epidemia COVID-19. Aggiornamento nazionale 13 ottobre 2020‘, riporta le percentuali dei contagiati, degli asintomatici e le loro condizioni di salute. Consultando il report è possibile vedere facilmente che il numero di asintomatici è al 55%, poi ci sono i pauci-sintomatici al 17%, i lievi al 24% ed i critici al 4%. Il messaggio di non cadere nell’isteria, dunque, rimane valido, ma la situazione è lievemente più grave di quella presentata dal virologo.

Il report dell’Iss

Come detto l’isteria è sconsigliata ed al momento ingiustificata. La tabella dell’ISS, sebbene non concordi statisticamente con le affermazioni di Palù, mostra comunque un quadro clinico decisamente migliore rispetto a quello di inizio anno. Ecco cosa scrive l’ISS per spiegare i risultati riassunti nella tabella che trovate qui sopra:

“La Figura 17 mostra il cambiamento nel tempo del quadro clinico riportato al momento
della diagnosi dei casi confermati di COVID-19. Mentre nelle prime settimane
dell’epidemia si riscontrava una maggiore percentuale di casi severi, critici e di casi già
deceduti al momento della diagnosi (diagnosticati mediante tamponi effettuali postmortem), con il passare del tempo, si evidenzia, in percentuale, un netto incremento dei casi asintomatici o pauci-sintomatici e una marcata riduzione dei casi severi e dei
decessi. La percentuale degli asintomatici rispetto al totale dei casi diagnosticati è
leggermente diminuita nell’ultima settimana, mentre è in leggero aumento la
percentuale dei casi con stato clinico lieve al momento della diagnosi”.