Coronavirus, Piero Angela: “Mandare l’esercito in strada”

Misure di contenimento del Coronavirus, il conduttore Piero Angela e il suo appello choc: “Mandare l’esercito in strada”.

Superquark Piero Angela
(Leonardo Cendamo/Getty Images)

Il conduttore e decano dei divulgatori scientifici in Italia, Piero Angela, nel corso della presentazione della sua trasmissione televisiva “SuperQuark”, attacca rispetto al mancato uso della mascherina da parte degli italiani, per tenere sotto controllo i contagi da Coronavirus. Il suo giudizio è netto: “Non c’è abbastanza pressione sul pubblico perché si rispetti il distanziamento e perché indossi la mascherina”.

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In precedenza, Piero Angela aveva sottolineato: “Io dico che se le persone abbassano la guardia adesso perché ritengono che tutto sia finito, andiamo incontro a una nuova ondata. Sento molta gente che, vedendo in televisione i dati che parlano di sempre meno contagiati e sempre meno morti, pensa che ormai il virus sia in una fase decrescente o che si sia attenuato”.

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Il duro affondo di Piero Angela sul Coronavirus e il rispetto delle norme

“Bisogna mettersi bene in testa che non è passato niente. Ci troviamo semplicemente in una fase che ricorda i primi tempi dell’epidemia, in cui poche persone erano infettate”, erano state le parole del conduttore televisivo, che ora insiste proprio su questi concetti. Anzi, il papà di SuperQuark invita il governo a prendere provvedimenti seri per riportare la situazione alla normalità: “Serve l’esercito in strada che chieda il rispetto delle distanze e intimi ai cittadini di indossare la mascherina”.

Parole dure le sue, che spiega come è davvero il momento di fare sul serio e non abbassare la guardia: “Non bisogna portare la malattia in giro. Bisogna stare attenti alla pericolosità di questo virus”. L’appello di Piero Angela, che dunque torna a spendersi personalmente in appelli per evitare il proliferare del contagio, è netto: “È necessaria la protezione, in particolare nelle scuole”. Appello che fa il paio con le parole di Giuseppe Conte, il quale sottolinea che è possibile “meno libertà” se questo serve a “tutelare la salute”.

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