17enne in quarantena fa mea culpa: “Ecco come ho preso il Coronavirus”

Una giovane romana dei Parioli sta passando la sua quarantena ad Ansedonia, in Toscana: l’aver sottovalutato il Coronavirus le è costato caro.

discoteche chiuse

Feste, amici, locali: a causa di questo pericoloso mix, senza le dovute misure di cautela per via del Coronavirus, una 17enne romana dei Parioli sta passando la sua quarantena nella villa al mare ad Ansedonia, in Toscana. La ragazzina è risultata positiva, asintomatica, il 6 agosto scorso, dopo una settimana a Ponza e dopo un aperitivo con la sorella rientrata da Ibiza, lei pure contagiata. “Conosco tanta gente qui in zona, ai Parioli, frequentiamo tutti lo stesso giro: Ponza, Panarea, Argentario, Sardegna. Temo che in tanti siano infetti”, dice a Repubblica Roma.

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Mai sottovalutare il nemico Coronavirus

“Nell’ultima settimana almeno 20 amici del mio giro hanno scoperto di essere positivi – racconta Caterina W., che ha chiesto di omettere il cognome per motivi di privacy -. E gli altri stanno aspettando gli esiti del test. Adesso abbiamo tutti paura”. Non è chiaro dove né quando contratto il virus, ma sta di fatto che lei, le due sorelle e il padre sono tutti positivi. “La mamma è paziente oncologica – chiarisce la ragazza – è solo per proteggere lei che mia sorella, tornata da Ibiza, è corsa a farsi il test, e noi di conseguenza, appena abbiamo conosciuto l’esito. Altrimenti chissà quante altre persone avremmo contagiato”.

Già ora, in ogni caso, la situazione è molto preoccupante. “Ogni giorno sento di qualcun altro, tutti sotto i 30 anni. Non voglio essere allarmista ma temo che praticamente chiunque sia stato in questo periodo in vacanza tra Porto Cervo e Porto Rotondo, Circeo, Ibiza sia positivo. Magari asintomatico come me, dunque ancora più pericoloso”. Il punto è che “conosco tanta gente in zona mia. E facciamo le stesse cose, frequentiamo gli stessi posti… Basta una persona positiva a generare decine di casi”.

Oggi la 17enne pentita dei suoi atteggiamenti e comportamenti poco prudenti. “Mi rendo conto di aver sottovalutato il virus – ammette -. Sono sempre stata attenta nel vedere mia madre – mascherina, guanti, distanza – ma fino a poche settimane fa eravamo tutti convinti, me compresa, che il Covid fosse solo un brutto ricordo”. L’auspicio di Caterina è che la sua esperienza serva da monito a tutti. “Non finirà il mondo se per qualche mese non andiamo più in discoteca. Quando mi dicevano di non farlo anche io dicevo: ‘Ma che sarà mai, cosa cambia se vado tre ore in disco’, E invece non è così. Stiamocene a casa, lo dobbiamo fare per le persone a cui vogliamo bene”, conclude.

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EDS

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