Discoteche chiuse, i gestori ricorrono al Tar: “Rischiamo di scomparire”

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L’associazione delle imprese dell’intrattenimento da ballo e spettacolo fa ricorso al Tar del Lazio contro il decreto che di fatto chiude le discoteche.

La contromossa era stata annunciata ed è puntualmente arrivata. “Non ci stiamo a fare il capro espiatorio” fa sapere il Silb, l’associazione delle imprese dell’intrattenimento da ballo e spettacolo, annunciando il ricorso al Tar del Lazio contro il decreto che vieta di ballare e, di fatto, chiude le discoteche.

E’ muro contro muro con il Governo, dunque. Il presidente del Silb, Maurizio Pasca, aveva anticipato la decisione di rivolgersi al Tribunale amministrativo per chiedere l’immediata riapertura dei locali ancor prima che si riunisse il direttivo: “Hanno colpito noi, quando la movida è ovunque – dice -. Si guardi che succede negli stabilimenti balneari e sulle spiagge, è evidente che il problema non sono i locali da ballo”. L’ultima parola ora spetta ai giudici.

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Il nuovo fronte “caldo” delle discoteche

Domani mattina, intanto, il Silb ha in programma un incontro con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. “Chiederemo al ministro dove pensa che si riunirà adesso chi andava in discoteca”, spiega ancora Maurizio Pasca, ricordando che “da sempre la nostra associazione si batte contro l’abusivismo e con questa norma invece lo si incentiva”.

“Avevamo detto subito – aggiunge il presidente del Silb – che far rispettare le norme del distanziamento sarebbe stato complicato, e proprio per questo il 10 per cento dei nostri associati ha deciso di non riaprire. Ora un nuovo duro colpo alla nostra sopravvivenza. Domani parleremo di rimborsi, ma intanto presentiamo il ricorso al Tar”. Lo scontro è aperto.

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EDS