Bimbo ucciso a Cardito, Tony Badre: “Mi si è spento il cervello”

Durante l’interrogatorio del pm in tribunale, il patrigno del bimbo ucciso a Cardito ha ribadito di aver avuto un raptus di follia incontrollabile.

All’interno dell’aula 114 del Palazzo di Giustizia di Napoli, il pm che si occupa dell’omicidio di Giuseppe, il bimbo massacrato di botte a Cardito dal Patrigno, ha interrogato Tony Badre e Valentina Casa, la madre del piccolo . Quando questo ha chiesto al 25enne accusato dell’omicidio del piccolo cosa fosse successo quel 27 gennaio 2019, Badre ha risposto: “Mi sono messo nel letto per rilassarmi un po’, verso le 8 e qualcosa, ho sentito che saltavano sul letto”, per contestualizzare cosa fosse accaduto prima della sua reazione letale. In seguito giustifica quella violenza come un raptus: “Mi è venuto un raptus di follia, mi si è spento il cervello, e li ho picchiati, ma non ho mai voluto ammazzarli”.

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Tuttavia l’episodio che ha portato alla morte del piccolo Giuseppe non era stato il primo, lo confessa anche la madre del bimbo ucciso a Cardito, Valentina Casa, parlando di un episodio accaduto il giorno prima: “Sabato sera aveva tirato i capelli alla bambina e gli erano rimaste le ciocche in mano”. Una rivelazione, quella della donna che è in accordo con le testimonianze raccolte nel corso dell’indagine e che contribuisce a costruire il quadro di una persona violenta.

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Bimbo ucciso a Cardito, la madre: “Sembrava un diavolo”

Successivamente la stessa Valentina Casa racconta dall’esterno la terrificante violenza di Tony Badre: “Non si fermava più, buttava mazzate e mentre picchiava i bambini le mazze si sono spezzate“, spiega la donna che poi aggiunge: “In quel momento sembrava un diavolo, picchiava i bambini anche quando sono caduti“. Infine la mamma del bimbo ucciso a Cardito spiega che ha provato a fermarlo, ma lui le ha tirato i capelli e dato un morso prima di allontanarla con violenza.