Michael Jackson, come è morto davvero: tutto quello che non sappiamo

Michael Jackson, come è morto davvero: tutto quello che non sappiamo. Dal quel giorno nel quale fu trovato senza vita, sono moltissimi gli interrogativi che si celano dietro la sua morte.
Michael Jackson

Sono trascorsi 11 anni da quando la pop star di fama mondiale lasciò orfani tutti i propri fan. Oggi, dopo tanti anni, si parla di ciò che resta ancora avvolto nel mistero rispetto alla sua morte.

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Michael Jackson, come è morto davvero: tutto quello che non sappiamo

Ricorre oggi l’anniversario di quel triste giorno nel quale, 11 anni fa, venne trovato senza vita il corpo del cantante che aveva fatto danzare e cantare con le sue canzoni folle di estimatori in tutto il mondo. A compiere il triste ritrovamento fu il medico che si prendeva da tempo cura della pop star.

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A distanza di tanti anni, un documentario dal titolo Killing Michael Jackson, andato in onda nel Regno Unito, ha mostrato le immagini della camera nella quale venne trovato Jackson al momento della propria morte. Nella sua camera di North Carolwood Drive a Holmby Hills si trovano moltissimi farmaci e siringhe. Ma vi era anche un bambolotto dalle fattezze antiche, fotografie di bambini e un computer, assieme a moltissime frasi, probabilmente pensieri e poesie, attaccate in ogni angolo della stanza con alcuni post it.

Tali indicazioni sono state fornite, attraverso il documentario, dai detective che seguirono la morte del cantante ed entrarono nella sua camera subito dopo la sua scomparsa. Dalle loro testimonianze si è appreso che erano molte le medicine trovate aperte nella stanza. Tra queste il Propofol, l’anestetico che venne indicato tra le cause della morte del cantante. Probabilmente fu un’intossicazione dovuta all’assunzione di alte dosi di tale farmaco, unito a benzodiazepine, ad essere letale per Jackson.

La notte del 24 giugno il medico somministrò al cantante benzodiazepine per farlo addormentare, mentre la mattina dopo gli mise la maschera dell’ossigeno e gli somministrò l’anestetico. Dopo poco la respirazione si era interrotta e a nulla valse il tentativo condotto sul corpo del 50enne di effettuare un massaggio cardiaco. Il dottor Murray venne condannato per omicidio involontario a quattro anni di reclusione.
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