Materia oscura | potenziale grossa scoperta avvenuta al Gran Sasso

Alcuni ricercatori del Gran Sasso che da anni indagano sulla eventuale presenza della cosiddetta materia oscura nell’universo parlano di importanti novità.

Materia oscura
Al Gran Sasso viene studiata da anni la materia oscura Foto dal web

Nei Laboratori del Gran Sasso l’annosa ricerca di quella che viene denominata ‘materia oscura‘ potrebbe avere portato al manifestarsi di un importante cambiamento. A margine dell’esperimento XENON1T, che ha come scopo proprio quello di rilevare ciò che fino ad oggi è stato soltanto postulato ma mai osservato in maniera pratica, è avvenuta una fluttuazione.

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Fluttazione che potrebbe essere spiegata anche come un rilevamento di quella che potrebbe essere materia oscura. Le osservazioni hanno avuto all’interno dei Laboratori Nazionali dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare presenti nel Gran Sasso. Non si esclude la scoperta di una nuova particella. La dottoressa Elena Aprile, docente di Fisica alla statunitense Columbia University, parla di un “accesso che abbiamo riscontrato e che potremmo anche attribuire ad una piccola presenza di trizio. Ovvero un isotopo dell’idrogeno”. Che è l’elemento più presente nell’universo. La dottoressa Aprile riveste un ruolo predominante all’interno del progetto XENON 1T. E la stessa non esclude che tale fluttuazione potrebbe essere anche qualcosa di totalmente nuovo.

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Materia oscura, gli studi all’interno del Gran Sasso

Ad esempio degli assioni solari, particelle nuove e sempre presenti solamente nel puro campo teorico. “Oppure potrebbero essere delle nuove proprietà dei neutrini”. XENON1T ha lavorato a pieno regime dal 2016 al 2018 ed attualmente è in corso di upgrade. Il prossimo step è chiamato XENONnT, come fa sapere il professor Marco Selvi, che rappresenta direttamente l’INFM in questo esperimento. Lo stesso afferma che gli scorsi mesi non sono stati di ostacolo per la ricerca e per il loro lavoro. “Abbiamo avuto qualche piccolo rallentamento ma niente che abbia impedito di portare avanti il nostro progetto. PEr quanto riguarda XENONnT, sarà in modalità acquisizione dati entro pochi mesi, sicuramente nel corso di questo 2020”.

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Noi vediamo e tocchiamo nemmeno il 5% dell’universo conosciuto

Riguardo alla materia oscura, essa è una ipotetica componente del tutto diversa dalla materia oscura. La principale differenza è che, rispetto a quest’ultima, quella oscura non emetterebbe alcun impulso elettromagnetico. Per cui è molto difficile rilevarla. Finora il solo metodo ritenuto plausibile in ciò è quello di osservare i suoi effetti gravitazionali sui vari corpi celesti. Eppure la materia oscura pare costituisca addirittura quasi il 90% della massa dell’intero universo conosciuto e visibile. Che a sua volta è una piccola parte di quello che sarebbe l’universo vero e proprio. Per gli scienziati lo stesso universo sarebbe così ripartito.

  • 4,9% materia ordinaria che riusciamo a vedere e con la quale interagiamo.
  • 26,8% materia oscura
  • 68,3% energia oscura