Svizzera e Austria, frontiere chiuse per gli italiani

La Svizzera e l’Austria apriranno dal 15 giugno i confini con i Paesi limitrofi, ma non con l’Italia

frontiere austria
Svizzera e Austria non aprono i confini con l’Italia

Quando il 3 giugno l’Italia aprirà le sue frontiere chi vorrà andare a fare un viaggio all’estero avrà ben poca scelta. La maggior parte dei Paesi europei continuerà infatti a tenere le sbarre dei confini serrate un po’ per tutti, ma soprattutto lo saranno – e ancora a lungo – per gli italiani. L’Austria e la Svizzera hanno annunciato di aprire a tutti i Paesi confinanti dal 15 giugno ad esclusione dell’Italia. Il nostro Paese nonostante i dati epidemiologici siano confortanti provoca ancora molta preoccupazione. Anche la Grecia infatti ha annunciato di aprire i confini dal 15 giugno, ma di non ammettere gli italiani.

Svizzera e Austria: ingresso vietato agli italiani

La Svizzera ha avuto oltre 30 mila casi positivi di coronavirus su una popolazione di poco più di 8 milioni di abitanti ed ha avuto uno dei più alti indici di contagio per densità di popolazione in Europa ed ha contato oltre 1600 morti. Ma il Paese elvetico è già pronto per la fase 3: dal 6 giugno riaprirà tutto, compresi cinema e teatri. La presidente della Confederazione elvetica ha detto che ‘ormai sappiamo gestire il virus’.

E così dopo aver fatto ripartire il mercato interno il 15 giugno la Svizzera abolirà i controlli ai confini di Austria, Germania e Francia. I cittadini non dovranno più motivare i loro spostamenti da e per questi Paesi. Invece ai confini con l’Italia i controlli resteranno. “Per l’apertura con l’Italia è troppo presto – ha spiegato il ministro dell’interno elvetico Karin Keller-Sutter – ha una situazione diversa dagli altri Paesi tanto che non è ancora possibile la circolazione all’interno dello Stato. Preferiamo, come gli altri paesi limitrofi un’apertura coordinata. Rimarrò in contatto con la collega Luciana Lamorgese”.

Se gli italiani non possono entrare in Svizzera, i cittadini svizzeri possono però venire in vacanza in Italia, ma anche su questo fronte il ministro svizzero ha frenato: “sconsigliamo comunque di viaggiare in Italia”. I frontalieri, coloro che lavorano in Svizzera, ma vivono in Italia, un esercito di 60 mila persone, potranno continuare a passare il confine.

L’Austria sta riaprendo già da fine maggio molte attività. Alberghi, terme, piscine, cinema e palestre tornato operative ed il 29 maggio ha riaperto i suoi cancelli il parco divertimenti del Prater a Vienna. Dal 15 giugno allenterà ulteriormente le misure restrittive all’interno del Paese e alle frontiere. Da quella data l’obbligo delle mascherine sarà revocato in molti luoghi pubblici: dovranno continuare ad essere indossate nei mezzi pubblici, negli ospedali, nelle farmacie, dal parrucchiere e dovranno averla anche i camerieri. I ristoranti e bar poi allungheranno il loro orario di chiusura: dalle 11 all’1 di notte e cade l’obbligo del numero massimo di commensali a tavola che era fissato a quattro persone.

Per quanto riguarda i collegamenti con gli altri Paesi rimane il divieto di voli con Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Russia, Iran e Cina fino al 14 giugno. Mentre possono già volare gli aerei e i treni da e per la Svizzera e sono nuovamente attivi i collegamenti ferroviari con il Liechtenstein. Dal 15 giugno poi i confini saranno aperti senza controlli con Germania, Liechtenstein e Svizzera. Si sta lavorando con gli altri stati per evitare la quarantena agli austriaci di ritorno. Ma da tutto ciò è esclusa l’Italia: “la situazione in Italia è quella più difficile. Cerchiamo comunque a breve una soluzione – , ha precisato il cancelliere Sebastian Kurz. I dettagli non saranno presentati prima di mercoledì 3 giugno”.

L’Austria ha avuto finora poco più di 16 mila casi e 668 decessi su una popolazione di quasi 9 milioni di abitanti. L’incremento di nuovi casi positivi è di 30 unità nella giornata di oggi 29 maggio. Un trend in costante decrescita rende fiduciosi gli austriaci. Proprio in Austria ci sono stati i primi focolai europei ad inizio pandemia con la località sciistica di Ischgl che ha nascosto per una settimana il contagio di coronavirus per non compromettere la stagione turistica. Ma ora l’Austria guarda con ottimismo al futuro.