La disuguaglianza eleva la letalità del coronavirus nelle favelas brasiliane

Secondo uno studio la disuguaglianza eleva la letalità del coronavirus nelle favelas brasiliane.

Sembrerebbe che, anche se il livello di isolamento sociale fosse pari a quello dei quartieri ricchi, le favelas brasiliane avrebbero il triplo dei morti. Secondo i ricercatori, solo le autorità locali saranno in grado di risolvere i danni causati dall’epidemia in Brasile.

disuguaglianza delle favelas brasiliane durante il covid-19

L’indagine, condotta dal gruppo interdisciplinare dei ricercatori “Ação Covid-19”, mostra che la necessità di isolamento è maggiore nelle aree più povere. Suddette zone, però, sono proprio le più difficili da gestire, in quanto la popolazione che le abita ha bisogno di uscire di casa per andare a lavorare.

Inoltre, tenere tutti nella stessa casa 24 ore al giorno porterebbe all’aumento delle infezioni, in quanto nelle favelas sono presenti una serie di fattori che facilitano la trasmissione del virus. L’inadeguatezza dei servizi igienici, la scarsa istruzione, l’affollamento delle abitazioni e la malnutrizione sono letali per gli abitanti delle comunità più povere.

La disuguaglianza nelle favelas delle grandi città brasiliane

la disuguaglianza nelle favelas: il coronavirus colpisce nelle comunità povere
Favela Pavão-Pavãozinho, Copacabana, Rio de Janeiro

Il famoso quartiere di Copacabana (Rio de Janeiro) è un perfetto esempio di disuguaglianza sociale. Per appiattire la curva degli infetti, i ricercatori stimano che l’isolamento sociale dovrebbe essere aumentato dall’obiettivo del 70% ad almeno l’80%. Nella favela Pavão-Pavãozinho, che si trova all’interno del lussuoso quartiere di Copacabana, il tasso ideale sarebbe del 92%.

Questi alti livelli di isolamento sociale non sono fattibili, specialmente nelle comunità povere. Qui, infatti, la maggior parte della popolazione ha bisogno di uscire di casa per andare a lavorare.

Secondo quanto riportato dal giornale brasiliano Globo, la fisica Patricia Camargo Magalhães dell’Università di Bristol ha affermato che “questo livello di isolamento non è reale, ma dimostra che è necessario mettere in atto delle azioni specificamente rivolte a queste comunità”.

E ancora, secondo Preto Zezé, Presidente della “Central Única de Favelas”, la difficoltà maggiore è il cibo. “Come può una persona rimanere a casa se non ha da mangiare e ha bisogno di uscire per andare al lavoro e comprare del cibo giorno per giorno?

Oltre a questo, il presidente ricorda che sono proprio i residenti delle favelas ad avere oggi un lavoro che rientra tra i beni essenziali, come i supermercati e le stazioni di servizio.

Il Brasile come uscirà dalla crisi provocata dal coronavirus?

favelas abbandonate a se stesse durante l'emergenza coronavirus
“Più di 13 milioni di favelados dimenticati”

Secondo l’economista José Paulo Guedes Pinto, “il livello di isolamento sociale è molto difficile da gestire a causa della disuguaglianza nelle favelas”.

L’economista specifica che per gli abitanti delle favelas la nozione di casa è diversa, in quanto la strada è spesso parte della casa stessa.

“Quello che si deve fare è diminuire la possibilità di trasmissione da persona a persona, fornire le condizioni affinché le persone non si contaminino, avere attrezzature individuali, reddito, perché la gente esce di casa per andare al lavoro”, afferma José Paulo Guedes Pinto, membro del gruppo “Ação Covid-19”.

Infine, secondo l’economista, il successo del Brasile nel controllare l’epidemia dipenderà dalla gestione locale di ogni regione del Paese. 

aiuti alle favelas brasiliane

“Il governo federale ha già messo un po’ di limiti su dove è assolutamente necessario agire. Se il Brasile uscirà da questa crisi dipenderà dalle autorità locali. Saranno i comuni i responsabili di portare l’acqua alle comunità, per esempio, fermando la potatura degli alberi nei quartieri ricchi per portare l’essenziale ai quartieri poveri”.

José Paulo Guedes Pinto afferma inoltre che è necessario stabilire obiettivi distinti di isolamento per i diversi quartieri. “Fortaleza ha chiaramente due pandemie”, dice, in riferimento allo studio.

Nel caso di Fortaleza, situata nel nord-est del Brasile, il governo della città afferma che sono in corso azioni specifiche per combattere il Covid-19 nei quartieri e nei gruppi socialmente ed economicamente più vulnerabili. Tra di essi troviamo la distribuzione di 130.000 ceste di generi alimentari di base e la donazione di 200 R$, in un’unica rata, a commercianti, liberi professionisti e venditori ambulanti registrati al comune di Fortaleza.

 

 

 

Dalla nostra inviata in Brasile Lucia Schettino