Coronavirus e test sierologici: “Non ha senso la patente di immune”

Un nuovo test sierologico messo a punto da Ieo e Università di Pavia servirà per scoprire chi è immune al Coronavirus, ricercatori cauti.

(RONALDO SCHEMIDT/AFP via Getty Images)

Un nuovo passo importante nella lotta al Coronavirus viene compiuto in Italia: infatti 48 laboratori, inseriti in alcuni fra i più importanti centri di ricerca e cura, hanno deciso di unire le risorse per lo studio “Progetto Sierologia Covid-19”.

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L’obiettivo del nuovo progetto di ricerca è valutare se la presenza di anticorpi anti Sars-Cov2 protegge dalla reinfezione e la durata di questa immunità. Si tratta di un progetto che si basa sul test
sierologico sviluppato dall’Istituto Europeo di Oncologia e
dall’Università di Pavia.

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Test sierologici, i ricercatori frenano su Patente immune Coronavirus

(PRAKASH MATHEMA/AFP via Getty Images)

Pier Giuseppe Pelicci e Gioacchino Natoli, ricercatori del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Ieo e coordinatori del progetto hanno evidenziato all’Ansa: “Dall’inizio della pandemia abbiamo capito che la mappatura della diffusione del contagio e la ricerca di una possibile immunità sono i pilastri per arginare il virus in attesa del vaccino. Per questo abbiamo iniziato sin
da subito a lavorare su un test sierologico affidabile e
realizzabile su larga scala”. I due ricercatori su un punto sono molto chiari: “Fino a quando non sarà chiaro se gli anticorpi presenti nel siero correlano con la protezione dalla reinfezione, le cosiddette ‘patenti di immunità’ non avranno alcuna validità”.

Federico Forneris del Laboratorio Armenise-Harvard, del
Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di
Pavia, aggiunge: “Quando nel sangue si cercano gli anticorpi capaci di legare il virus, è necessario disporre di ‘pezzi’ (proteine) del virus stesso che ne permettano l’individuazione in modo accurato. Abbiamo prodotto questi ‘pezzi’ in modo assolutamente
identico a come verrebbero prodotti dalle cellule infettate dal
virus e, conseguentemente, garantendo la massima affidabilità
del test”. Il progetto arriva dopol’appello lanciato a governo e regioni da un gruppo di 290 scienziati il 26 marzo scorso. Nell’appello si chiedeva di aumentare i tamponi virali e l’introduzione dei test sierologici.