Decreto Rilancio: ulteriore ritardo, ma l’Inps anticiperà la cassa integrazione

Manca ancora il definitivo ok del governo per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto Rilancio, ma dal parlamento rassicurano che sarà presto legge.

La scorsa settimana Giuseppe Conte e buona parte della sua squadra di governo hanno annunciato nel dettaglio il contenuto del decreto Rilancio. Si tratta di una manovra economica tesa a sostenere gli italiani che sono in difficoltà a causa del lockdown, ma anche di un incentivo alle imprese per rinnovarsi e provare ripartire. Tuttavia, a distanza di quasi una settimana dalla presentazione del decreto, questo non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

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La legge è stata strutturata in tutte le sue declinazione, ma evidentemente bisogna limare ancora qualche dettaglio. Fatto sta che la pubblicazione era prevista per questa mattina e per il momento ancora non se n’è fatto nulla. A tranquillizzare gli italiani a riguardo è stato nelle scorse ore il ministro per i rapporti con il parlamento Federico d’Inca: “Nelle prossime ore andrà in Gazzetta Ufficiale e diventerà legge”.

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Decreto Rilancio, ministra Catalfo: “Cassa integrazione anticipata dall’Inps”

Una delle maggiori preoccupazioni riguarda il versamento della seconda tranche d’indennizzi per i lavoratori dipendenti. Proprio la cassa integrazione, prevista già con il decreto ‘Cura Italia‘, è stata a lungo al centro dei dibattiti nazionali. A causa di un processo burocratico farraginoso, infatti, molti lavoratori hanno ricevuto una prima parte della cassa integrazione solo nei primi giorni di maggio.

A rassicurare sulla maggiore celerità dei pagamenti è stata la ministra  del lavoro Nunzia Catalfo: “Con il nuovo decreto la domanda per la cig in deroga si fa direttamente all’Inps e non più alle Regioni; l’Inps potrà anticipare il 40% al lavoratore e nel mese seguente erogherà la restante parte. Questo ci consentirà di velocizzare l’intero sistema”. Rapido sarà anche il pagamento dell’indennità per gli autonomi, mentre più lungo sarà il procedimento per quelle famiglie che richiederanno il reddito d’emergenza, misura che spetta solo a chi si trova in forte stato d’indigenza.