Scuola, appello di una madre: “Bocciate mia figlia. E’ nel suo interesse”

Una madre interessata all’apprendimento della figlia disabile richiede che venga bocciata poiché in assenza d’insegnanti non ha potuto raggiungere gli obbiettivi prefissati.

A causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, l’anno curricolare 2019-2020 è stato di fatto sospeso. Sebbene, laddove possibile, si sia sostituita la didattica in presenza con quella via web, non è stato possibile appurare attraverso apposite interrogazioni quanto di quello insegnato a distanza sia stato appreso dagli alunni. Per tale motivo, il decreto ministeriale sulla conclusione dell’anno scolastico prevede la promozione degli alunni all’anno successivo pure in presenza di insufficienze su alcune materie.

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La scuola, dunque, dovrà assicurare il passaggio dell’anno e pianificare in quello successivo il recupero delle materie in cui gli alunni non raggiungevano la sufficienza. Un modo per non penalizzare chi, in condizioni normali, avrebbe potuto dimostrare di aver recuperato nella seconda parte dell’anno. Ci sono casi in cui, però, una simile promozione può essere dannosa. Il caso esemplare è quello di una bimba di 10 anni affetta da epilessia farmaco resistente. La piccola, a causa della malattia che l’affligge, ha sviluppato dei deficit cognitivi ed in questi mesi non ha potuto seguire nemmeno una lezione.

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Scuola, madre chiede la bocciatura della figlia disabile

Il caso in questione è stato esposto con dovizia di particolari dalla madre al ‘Corriere della Sera‘. La donna spiega che in questi mesi la figlia è stata raggiunta via web quotidianamente dall’educatrice e qualche volta (9 in totale) dall’insegnante di sostegno. Con i docenti, invece, non c’è stato alcun contatto. Nel frattempo la scuola ha cambiato le Pei dell’anno scolastico senza informarli. Tramite l’insegnante di sostegno, inoltre, sono state inviate alla famiglia delle schede di valutazione che la bimba doveva compilare, ma che la scuola non ha mai voluto indietro.

In una simile situazione la bimba si è disinteressata allo studio ed ha di fatto perso la possibilità di apprendere tutto ciò che avrebbe appreso in condizioni normali. Per tale motivo la madre ha contattato il dirigente scolastico chiedendo la bocciatura della figlia e questo le ha risposto che non era possibile. Adesso la donna lancia un appello nazionale per tutelare il diritto all’apprendimento della bimba:

“Mi chiedo, allora, se l’interesse di Beatrice è quello di non essere promossa, per quale motivo non può nemmeno essere considerato? E mi chiedo, inoltre, se la sostituzione degli insegnanti con una bravissima educatrice che non è un’insegnante, vale solo per Beatrice o se questo privilegio è toccato a lei perché tanto la bambina non capisce la differenza tra un’insegnante e un’educatrice. Mi chiedo, infine, come genitore e come cittadina di questa nazione se questo significa trattare tutti i bambini allo stesso modo, cosa che si realizzerebbe se a tutti venisse dato ciò di cui hanno bisogno per essere tra loro pari, o se il trattamento paritario, solo rispetto alla promozione e non rispetto all’insegnamento, non sia un modo crudele per sottolinearne la diversità”.