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Sardegna, estate 2020: quando si potrà andare in vacanza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:40
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Le vacanze 2020 in Sardegna: ancora non si potrà andare nell’Isola. Per luglio e agosto si pensa a un passaporto sanitario

Spiaggia La Pelosa a Stintino, Sardegna (iStock)

Dal 3 giugno il divieto agli spostamenti fra le regioni e si potrà dunque viaggiar per l’Italia. Anzi con la riapertura delle frontiere si potrà anche andare all’estero. Via libera quindi alle vacanze? Non proprio. Ci saranno alcune limitazioni che non consentiranno la circolazione in diverse regioni del nostro Paese e dell’Europa. Queste settimane saranno poi cruciali per capire l’evolversi della pandemia e le eventuali contro misure da prendere. In ogni caso se il Governo ha scelto la via del rischio per la sopravvivenza economica, la Sardegna è molto più prudente. Almeno per il momento il governatore dell’isola Christian Solinas ha scelto di continuare con la chiusura. Nessuna possibilità di entrare in Sardegna per il momento dunque.

Quando si potrà andare in Sardegna nell’estate 2020

A metà marzo per impedire l’esodo di migliaia di cittadini del Nord Italia, circa 12/13 mila, verso le seconde case in Sardegna ed evitare così la diffusione del coronavirus il governatore Solinas scelse la chiusura. D’accordo con il ministro dei Trasporti l’isola venne blindata con il blocco dei voli e dei traghetti. Una misura che ha probabilmente ha salvato la Sardegna e migliaia di vite umane. Da inizio epidemia sono solo 1453 i casi risultati positivi, 125 i decessi e questa settimana solo 13 i nuovi casi. Numeri confortanti che spingono Solinas ad indicare la Sardegna come isola Covid-free.

Ma i buoni risultati vanno tenuti stretti per questo dal 3 giugno non ci sarà un libera tutti in Sardegna. Si potrà arrivare nell’isola dagli aeroporti di Roma e Milano e atterrare a Cagliari, Olbia e Alghero. Esattamente come già è ora, solo che non sarà più necessario avere un autocertificazione. Per i traghetti, i voli dalle altre città italiane e i voli internazionali si dovrà aspettare. Il governatore ipotizza l’apertura agli altri voli nazionali dal 15 giugno e i voli internazionali dal 25 giugno. Eccezione per i voli privati che potranno arrivare sull’isola già da fine maggio. Rimane sospesa la questione dei proprietari di seconde case per cui non è prevista nessuna deroga eccezionale.

Passaporto sanitario per andare in Sardegna

Per evitare la diffusione del virus si valuta l’ipotesi del Passaporto Sanitario. Tutti coloro che arriveranno in Sardegna dovranno averlo. Ma cos’è questo passaporto sanitario? Una sorta di bollino che afferma che è stato fatto il test per il Covid-19. Ma sarà compito del turista farlo e dimostrarlo all’ingresso nell’isola.

A Luglio e Agosto la Sardegna viene invasa da turisti: circa 1 milione e mezzo arrivano con i traghetti e 50 mila al giorno con gli aerei. Numeri che sebbene quest’anno saranno inferiori sono sempre enormi per essere gestiti. Dunque il test per il coronavirus dovrà essere fatto dal turista prima di partire per la Sardegna e allegato al biglietto. Si ipotizza una convenzione con laboratori sparsi nel Continente per ammortizzare il costo del test che si aggira intorno ai 25/30 euro.

Una volta giunti sull’isola i turisti dovranno sottoporsi ad un test rapido: il tampone salivare che in 20 minuti dà una risposta sulla presenza del virus. E non solo: tutti dovranno essere tracciabili tramite app. Insomma, la Sardegna vuole restare Covid-free e permettere ai suoi visitatori di godere delle bellezze dell’isola in sicurezza. Buone notizie sul fronte spiagge: i 480 chilometri di spiagge libere resteranno tali.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.