Addio a Gianni Pettinà: a 107 anni era l’alpino più longevo d’Italia

Gianni Pettinà, l’alpino più longevo d’Italia, tra soli tre mesi avrebbe compiuto 107 anni, e invece si è spento ieri sera, nel sonno.

Tra soli tre mesi avrebbe compiuto la bellezza di 107 anni. E invece Gianni Pettinà, l’alpino più longevo d’Italia, si è spento all’improvviso ieri sera, nel sonno. Figlio a sua volta di un alpino, con la sua vita ha attraversato un secolo intero di Storia. Per il suo compleanno, il prossimo 5 agosto, l’Ana (Associazione nazionale alpini) di Malo (a Vicenza), aveva in programma una festa in suo onore.

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La straordinaria vita di Gianni Pettinà

Sono in tanti oggi a ricordare Gianni Pettinà, a partire dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Come dicono gli Alpini, Gianni Pettinà è andato avanti – ha affermato il governatore -. Oggi non perdiamo solo la Penna nera più vecchia del Veneto alla veneranda età di 107 anni. Per la nostra Regione e per tutto il Paese si chiude una vera pagina di storia, un testimone della nostra vita dalla prima guerra mondiale a questi tristi giorni del Coronavirus”.

Gianni Pettinà, veneto di Malo, è stato un artigliere del “gruppo Conegliano” negli anni Quaranta e durante la seconda guerra mondiale è stato anche catturato dai tedeschi. “È incredibile pensare a cosa ha assistito Gianni in pace e in guerra – ha aggiunto Zaia -. Superando di gran lunga il secolo di vita ha visto questa nostra terra distrutta e rialzarsi dalla distruzione materiale e morale di due conflitti mondiali. Ha visto i combattimenti, la prigionia, gli anni della miseria nera e poi gli anni del benessere diffuso, di cui è stato uno dei veneti artefici, lavorando sodo a testa bassa. Era un vero campione delle Penne Nere, un monumento per i suoi ricordi, per la sua esperienza, per il valore del sacrificio che rappresentava”.

“Esprimo la vicinanza mia e di tutto il Veneto ai familiari – ha concluso il governatore -. Così come partecipo al dolore dell’Ana che per tantissimi anni lo ha accolto nelle sue fila come una famiglia. Passata questa bufera della pandemia torneranno ancora le adunate delle Penne nere e ci sembrerà di vederlo ancora sfilare, perché uomini come lui sono un simbolo della storia del corpo e della terra dove sono cresciuti”.

EDS