Don Antonio Polese, chi è: storia e vita del boss delle cerimonie

Don Antonio Polese è stato l’indimenticabile “Boss delle Cerimonie” su Real Time. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui. 

Don Antonio Polese è venuto a mancare il 1° dicembre 2016 all’età di 80 anni, stroncato da un infarto. Una morte improvvisa e dolorosissima non solo per la sua famiglia, ma anche per i tanti fan de “Il Boss delle Cerimonie”, il programma in onda su Real Time che l’ha reso famoso in tutta Italia. Conosciamolo più da vicino.

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Ritratto di Don Antonio Polese

Figlio di un macellaio, Don Antonio Tobia Polese, era originario di Sant’Antonio Abate, piccolo paesino nel Vesuviano. Da giovane sognava di diventare un grande ciclista, ma a soli 15 anni si è visto costretto a iniziare a lavorare come chianghiere (macellaio). La svolta è arrivata nel 1988 quando, con fiuto da vero imprenditore, ha deciso di trasformare il suo ristorante La Sonrisa in una “fabbrica” per matrimoni, organizzando cerimonie sette giorni su sette e ingrandendo la struttura con nuove lussuose sale e giardini impreziositi da magnifiche statue e fontane.

Da grande amante della musica napoletana qual era, Don Antonio Polese ha collaborato con i più grandi cantanti neomelodici, a partire da Mario Merola, che spesso ha organizzato serate nei suoi locali ed era un suo caro amico (ancora oggi La Sonrisa conserva numerosi ritratti e oggetti ricordo di quel periodo), fino a Gigi D’Alessio (molti spezzoni del film dell’artista partenopeo sono stati girati proprio nel famoso castello). Di lì alla tv generalista il passo è stato breve. La Sonrisa è stata lo scenario del programma “Napoli prima e dopo” in onda su Rai Uno, mentre Matteo Garrone ha voluto dedicarvi spazio all’interno del film “Reality”.

Il Boss amava ripetere che la cucina più buona al mondo è quella napoletana (la sua specialità era il “Nido di rondine”) e nel suo ristorante ha ospitato grandi nomi del cinema e della musica, da Lucio Dalla a Sofia Loren, passando per Al Bano Carrisi, che era uno dei clienti più affezionati. E sebbene sia stato spesso tacciato di ignoranza, per via degli studi interrotti alla quinta elementare, il Nostro era in realtà un uomo appassionato di lettura e di musica (soprattutto il piano). Non a caso l’Ordine dei Cavalieri Crociati di Malta gli aveva conferito una laurea honoris causa in Scienze del Turismo.

EDS