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Boom di guariti, 8mila. Caos decessi in Lombardia: conteggiati quelli di aprile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:17
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Il numero di decessi di ieri ha fatto temere ad un ritorno sui numeri di aprile, ma a quanto pare ci sono stati dei conteggi errati da parte della Lombardia.

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Il bollettino sulla crisi sanitaria condiviso ieri dalla Protezione Civile ha fatto preoccupare. Se da un lato veniva registrato un boom di guarigioni (8mila in un solo giorno è un record), dall’altro si leggeva un incremento cospicuo dei decessi rispetto ai giorni precedenti (369). Secondo quanto emerso successivamente, però, il dato condiviso ieri era errato. Pare infatti che la Regione Lombardia, nella quale risultavano 220 vittime nelle sole 24 ore, abbia aggiunto per sbaglio le vittime di ieri (70) ad altre risalenti ai giorni precedenti e addirittura ad aprile.

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Il numero di decessi riguardante la giornata di ieri, dunque, sarebbe di 217. Errato anche il dato sulle guarigioni, visto che sempre in Lombardia sono state aggiunte quelle di pazienti guariti precedentemente dopo un ricalcolo delle statistiche riguardanti i giorni precedenti. Tuttavia, persino con le cifre riviste si può esultare per il numero di guariti che per la prima volta supera quello dei positivi: 93.245 contro 91.528.

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Caos decessi in Lombardia: scongiurato per il momento un nuovo lockdown

Chiarito il dato e dunque l’errore sulle stime delle ultime 24 ore, il timore che si stesse già verificando un significativo aumento di decessi è stato scongiurato. Al momento il lockdown è un’ipotesi che il governo non sta considerando ed anzi spera di non dover più applicare. Nelle scorse ore il premier si è detto soddisfatto del comportamento degli italiani e dell’andamento dei primi giorni di questa fase 2, non precludendo a priori la possibilità di anticipare la riapertura di alcune attività.

Tuttavia dall’Oms arriva l’invito alla prudenza, poiché il rischio di una seconda ondata è concreto qualora si decida di sottovalutarlo e di riaprire prima del dovuto. Il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha infatti dichiarato: “Il rischio di ritornare in lockdown resta molto reale se i Paesi non gestiscono la transizioni con estrema attenzione e con un approccio a fasi”.

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