Mes: nessuna condizionalità, ma spunta la “sorveglianza rafforzata”

Nell’accordo sul Mes senza condizionalità di cui si parla da giorni, spunta un paragrafo sulla sorveglianza rafforzata di Ue e Bce.

Il contratto per accedere al Mes senza condizionalità per accedere ai fondi per contrastare la crisi sanitaria è pronto e presto tutti i Paesi membri dell’Unione Europea potranno accedervi. Per la situazione straordinaria sono stati messi a disposizione 240 miliardi di euro a cui possono accedere tutte le nazioni. In teoria usufruire di questi finanziamenti non comporta alcun pericolo di aumento del debito, a patto che il denaro venga utilizzato per potenziare il sistema sanitario e acquistare materiale utile al personale.

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La proposta è sul banco delle trattative ed i vari ministri dell’economia ne discuteranno i dettagli fino al prossimo 8 maggio, termine entro il quale dovrebbe giungere la firma e l’approvazione definitiva. Come fa notare ‘Repubblica‘, però, c’è una voce nell’accordo che non convince del tutto, visto che si parla di “sorveglianza rafforzata“. In cosa consiste questa sorveglianza? Possibile che in caso di utilizzo “anomalo” dei fondi l’Unione Europea ricorra ad un piano di rientro? Se così fosse ci troveremmo dinnanzi ad una Troika chiamata con un nome differente.

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Mes: in cosa consiste la sorveglianza rafforzata?

Nel nuovo accorso sparisce l’obbligo di firmare un memorandum, i Paesi che accederanno al Mes dovranno firmare però un “Pandemic Response Plan” identico per tutti. A fare discutere, come detto, è però la presenza della “sorveglianza rafforzata”. Pare si tratti di uno strumento di controllo obbligato dal Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità che in teoria richiama alla Troika e dunque ad un eventuale piano di rientro. Il dettaglio verrà discusso in sede europea fino all’8 maggio, per chiarire che il controllo non porti a delle condizionalità aggiuntive, altrimenti la nuova versione del Mes sarebbe praticamente identica alla vecchia e quindi inutile.