Palestre a rischio chiusura: “Al quarto mese l’82% rischierebbe il fallimento”

Uno dei settori maggiormente a rischio chiusura a causa del lockdown prolungato è quello del fitness: circa l’82% delle palestre chiuderebbe al quarto mese.

Il 4 maggio si avvicina, ma l’orientamento del governo lascia intendere che le attività a riprendere siano solo quelle del settore manifatturiero ed industriale. L’apertura dei negozi di vendita al dettaglio potrebbe essere posticipata alla settimana successiva, mentre quella di bar e ristoranti al 18 maggio. Non ancora chiaro, invece, il giorno per la ripartenza delle attività del settore fitness. Palestre e piscine stanno perdendo mensilmente tra il 5 ed il 10% del fatturato e la riapertura sarà soggetta a due principi fondamentali che ne congestioneranno il guadagno.

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Ogni struttura, infatti, dovrà adeguarsi alle misure di sicurezza e dovrà assicurare ai suoi tesserati sia la distanza sociale che il rispetto dell’eventuale abbonamento annuale già corrisposto. Della problematica ha parlato il presidente del Fitness Network Italia Andrea Pambianchi, che a ‘Leggo‘ ha spiegato: “Abbiamo avviato un confronto nazionale con l’Unione Nazionale Consumatori per decidere le linee guida e le best practice, per garantire i diritti dei clienti ma anche per tutelare il settore”.

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Lezioni online gratuite e rischio chiusura

In questi quasi 2 mesi di chiusura, le palestre si sono organizzate con gli istruttori per fornire alla clientela delle lezioni gratuite. Un sistema che può andare avanti solo per un breve periodo, visto che gli istruttori in molti casi sono comunque retribuiti. Già adesso 4 palestre su 10 rischiano di chiudere e se il blocco dovesse prolungarsi sino ai 4 messi sarebbe circa l’82% di queste attività a dover abbassare le saracinesche per sempre.

Per quanto riguarda l’offerta online delle strutture, lo stesso Pambianchi ha dichiarato: “Immaginavamo entro un paio d’anni una diversificazione dell’offerta, con le videolezioni a completare il servizio per i clienti  quel che è successo ha anticipato nettamente questo processo. Si tratta però comunque di un ulteriore aggravio, perché spesso la lezione a distanza, fornita da un istruttore retribuito, viene fornita gratuitamente”.

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