Vaccino coronavirus, il virologo Giulio Tarro: “Non serve, non è l’Ebola”

Secondo il noto e stimato virologo Giulio Tarro il vaccino contro il Coronavirus potrebbe non essere necessario, più utile una terapia antivirale.

Da giorni sentiamo ripetere da vari esperti che il Coronavirus non scomparirà e che bisognerà attendere l’immunità di gregge o il vaccino per tornare alla normalità. C’è chi, però, ritiene che non sarà necessario attendere un vaccino per contrastare il Covid-19 e che sarebbe più utile concentrarsi su un’efficace terapia antivirale. A dirlo non è il primo che passa dalla strada, bensì il noto virologo Giulio Tarro in un’intervista rilasciata a ‘Business Insider‘.

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L’esperto spiega che il vaccino potrebbe non essere necessario, inoltre sottolinea come uno solo potrebbe non funzionare per tutti: “Se il virus ha come sembra una variante cinese e una padana, sarà complicato averne uno che funziona in entrambi i casi esattamente come avviene per i vaccini antinfluenzali che non coprono tutto”. Tarro ritiene che possa essere maggiormente utile trovare una terapia antivirale efficace: “né per la prima Sars, né per la sindrome respiratoria del Medio Oriente sono stati preparati vaccini, si è fatto, invece, ricorso agli anticorpi dei soggetti guariti”, spiega per poi aggiungere: “una cura che potrebbe arrivare anche per l’estate. Spero che la scienza e il caldo possano essere alleati. E confido che potremo andare a fare i bagni”.

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Coronavirus, il virologo Tarro: “Potrebbe sparire come la Sars”

Nel corso dell’intervista il virologo spiega di diffidare dall’informazione tratta da internet e di affidarsi alla propria esperienza nel campo: “Oggi ci si informa su internet, alla mia età e dall’alto della mia esperienza mi tengo alla larga. Ho isolato il vibrione del colera a Napoli, ho combattuto l’epidemia dell’Aids e ho sconfitto il male oscuro di Napoli, il virus respiratorio ‘sincinziale’ che provocava un’elevata mortalità nei bimbi da zero a due anni affetti da bronchiolite”.

L’esperto sostiene anche che il pericolo del Coronavirus sia sovrastimato: “Fortunatamente non ha la stessa mortalità della Sars e neppure della Mers che uccideva un malato su tre. Oggi non lottiamo contro l’Ebola, ma il nostro nemico è una malattia che non è letale per quasi il 96% degli infetti”. Parlando in conclusione della fine dell’epidemia l’esperto fa tre ipotesi: “Potrebbe sparire completamente come la prima Sars; ricomparire come la Mers, ma in maniera regionalizzata o diventare stagionale come l’aviaria. Per questo serve una cura più che un vaccino”.