Marito uccide moglie e si suicida: era convinto avesse il Coronavirus

Un Marito spaventato dalle conseguenze del contagio da Coronavirus ha ucciso la moglie con la pistola e poi si è tolto la vita.

Nei giorni scorsi sono stati diversi i casi di omicidio-suicidio per psicosi procurata dal Coronavirus. Il caso di cronaca nera più eclatante, in Italia almeno, è stato quello di Messina, dove uno studente di odontoiatria ha strangolato la fidanzata (aspirante medico) perché convinto che gli avesse trasmesso il Covid. In questo caso, però, il giovane non si è suicidato, ma ha chiamato i Carabinieri per denunciarsi.

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L’ultimo atto criminale spinto dalla paura del contagio si è verificato a Lockport Township (cittadina dell’Illinois, Usa). A commettere l’omicidio è stato Patrick Jersenik, uomo di 54 anni, convinto che la moglie, Cheryl Schriefer, gli avesse trasmesso il Coronavirus. La polizia della cittadina sita nei pressi di Chicago sta investigando sul caso per accertarsi che le motivazioni del gesto estremo siano davvero collegate alla situazione attuale.

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Marito uccide la moglie perché convinto che gli abbia trasmesso il Coronavirus

A far propendere per la psicosi da Covid-19 c’è il fatto che la donna aveva da giorni sviluppato dei sintomi simil-influenzali. Per questo motivo si era sottoposta ad un tampone per il Coronavirus del quale attendeva ancora i risultati. Prima di poterli avere, però, la donna è stata uccisa dal marito, il quale si è poi sparato alla testa con la stessa pistola.

Sulla dinamica dell’omicidio-suicidio gli investigatori hanno pochi dubbi. Dall’autopsia è emerso che la coppia è morta a causa delle ferite di arma da fuoco. Negativo per entrambi, invece, il test sul Covid-19. Il caso non è isolato e specialmente negli Stati Uniti sono diversi coloro i quali si sono fatti prendere dal panico per il numero sempre crescente di contagi e decessi di questi giorni.