La denuncia di Linda, avvocatessa residente a Londra: “Qui ci lasciano morire”

Linda Pasqui, avvocatessa italiana residente a Londra da diversi anni, accusa il governo britannico di aver abbandonato tutti gli italiani presenti.

La morte del giovane Nicola, 19enne residente ad Anfield malato di Coronavirus, ha spinto Linda Pasqui a fare una video denuncia contro il governo inglese. La donna, 49enne avvocatessa nativa di Pontecorvo (Frosinone), si mostra affannata e provata su Facebook per dimostrare in quali condizioni vengono lasciati i cittadini italiani residenti a Londra. L’intento è quello di far vedere e raccontare in che modo viene offerta assistenza dal sistema sanitario britannico. In pratica pare che la diagnosi viene fatta solo attraverso telefono. A Linda non è stato fatto il tampone, che non gli è stata misurata la febbre e nemmeno il grado di saturazione.

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La sua denuncia è molto forte: “Qui ci lasciano morire da soli a casa, come animali”, tuona l’avvocatessa che poi aggiunge: “Questa è la mia personale testimonianza. Dinanzi alla realtà non c’è bugia che tenga. Fate girare la verità ci hanno lasciato morire a casa soli come animali“. La donna contesta anche le affermazioni del governo britannico, sostenendo che il contenimento di cui si parla è fasullo: “Questo governo inglese è uno scandalo, bugiardi, stanno falsando i dati reali non credete alle cazzate che vi dico gli inglesi”.

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La denuncia di Linda: “Contattate il Ministero degli Esteri”

https://www.facebook.com/linda.pasqui/videos/1694832720656355/?t=15

Nella parte finale del video Linda invita la comunità di italiani di stanza a Londra di fare emergere la propria voce: “Denunciate. Contattate Le Iene, contattate il Ministero degli Esteri, tempestate di messaggi il governo britannico”. Per la donna in questo momento gli italiani sarebbero vittime di una violazione di diritti: “Il diritto essenziale, quello alla vita“. Il video dell’avvocatessa è diventato virale in poche ore ed ha attirato l’attenzione di tutti gli italiani. Pare che dopo la pubblicazione del video, alcuni parenti della donna abbiano contattato la Farnesina e che siano riusciti ad ottenere la promessa che il caso verrà seguito dal governo italiano.