Gianna guarisce dal Coronavirus ad 86 anni, la sua storia dà speranza

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Gianna, ex portinaia residente a Codogno, è guarita dal Coronavirus dopo 7 settimane di ricovero: adesso potrà riabbracciare i suoi cari.

L’incubo di Gianna, 86enne di Codogno, è cominciato nei primi giorni di febbraio, poco dopo che il caso 1 è divenuto noto in tutta l’Italia. Le sue condizioni erano gravi e si è reso necessario un ricovero all’ospedale di Codogno, quello che ha gestito con grande difficoltà ma altrettanta competenza la prima ondata di casi. Dopo qualche settimana di lotta Gianna sembrava migliorare ed i medici l’avevano fatta trasportare a Casaplusterlengo, successivamente però è tornata nuovamente a Codogno.

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Nata e vissuta a Milano per quasi tutta la vita (qui ha lavorato come portinaia) si è trasferita nel paese del lodigiano dopo la morte del marito. Qualche anno dopo, infatti, Gianna ha incontrato Carlo, anche lui vedovo, e nel 2003 si è trasferita da lui. Qui è riuscita a crearsi una seconda famiglia ed il figlio del compagno la ritiene alla stregua di una seconda madre. Proprio l’affetto di Carlo, del figlio e della nipotina sono stati determinanti per superare il ricovero e sconfiggere la malattia.

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Gianna torna a casa dopo 7 settimane: “Rimarrò blindata in casa”

Ci sono stati momenti difficili per questa donna che rivela di aver patito particolarmente la solitudine in ospedale: “Stare in ospedale sola è stato drammatico. La solitudine è stata bruttissima”. A superarla l’ha aiutata Massimiliano, figlio di Carlo, con la sua bambina: i due le telefonavano tre volte al giorno, cercando di rallegrarla, di farle staccare il pensiero da quella condizione. Lei ha lottato duramente e dopo 7 settimane è stata dichiarata guarita dai medici.

Proprio Massimiliano e la piccola sono andati a prenderla in ospedale. Gianna ha detto loro che sarebbe voluta andare a fare una passeggiata, ma questo le ha spiegato che per il momento non le sarà possibile. Il ragazzo con dolcezza le ha risposto: “Non si può fare! Mi raccomando: blindata in casa!”. Un diniego che sarà comunque dolce accanto all’uomo che ama ed ai suoi cari, in una casa in cui anche la solitudine sarà sconfitta del tutto.

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