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Coronavirus, la verità sul video del 2015 del Tg3

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:56
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Coronavirus cosa c’è di vero sul video del tg3 del 2015 su un supervirus creato in laboratorio dai pipistrelli

Un servizio del Tg3 Leonardo risalente al novembre 2015 sta facendo il giro del web. Rimbalza fra le chat, sui social e finisce sui giornali. Questo video racconta di un super coronavirus creato nei laboratori in Cina utilizzando pipistrelli e topi il quale provoca una grave polmonite. Parole comuni di questi tempi, vero? Indubbiamente ascoltare oggi questo servizio del 2015 getta una luce inquietante sull’origine del covid-19. Ma cosa c’è di vero? Qual è la verità sull’origine del Sars-coV-19? Gli scienziati si sono già espressi: il virus è naturale, non è creato in laboratorio. E dopo la diffusione di questo video la scienza torna a parlare.

Gli scienziati: virus naturale, non di laboratorio

L’ipotesi che il covid-19 fosse sfuggito ai ricercatori dei laboratori medici di Wuhan è stata subito presa in considerazione all’inizio della pandemia. A Wuhan si trova effettivamente un laboratorio di ricerca sui virus e si sa che la Cina da tempo studia il virus della Sars, ovvero della Sindrome respiratoria acuta.

Gli scienziati hanno affermato che il sars-CoV-2, questo il nome del coranavirus, è di origine biologica ed hanno così smentito categoricamente l’ipotesi del laboratorio. Stando agli esperti di biologia molecolare questo virus sarebbe il risultato dell’evoluzione naturale di altri virus, non un prodotto di ingegneria genetica.

“Confrontando i dati genetici ad oggi disponibili per diversi tipi di coronavirus – ha detto Kristian Andersen, dello Scripps Research Institute di La Jolla che ha condotto il lavoro – possiamo risolutamente determinare che il Sars-CoV-2 si è originato attraverso processi naturali”.

Gli scienziati hanno osservato che il legame fra lo spike del virus, una sorta di uncino molecolare, e l’incastro con la molecola ‘Ace2’, nostro recettore nella regolazione della pressione del sangue, è così perfetto che non può essere altro che il frutto di una selezione naturale e non il prodotto dell’ingegneria genetica. E non solo. “Altre caratteristiche del virus, la sequenza genetica di Rbd e la ‘spina dorsale’ del virus – ha concluso Andersen – ci portano a scartare l’ipotesi della manipolazione di laboratorio come possibile origine del Sars-CoV-2″.

Tra l’altro il virus di cui si parla nel servizio del Tg3 Leonardo è stato inserito e studiato nel lavoro che ha portato gli scienziati a sentenziare univocamente: è un virus naturale. A ribadirlo al Tg1 delle 20 del 25 marzo è anche Ilaria Capua, virologa e docente all’Università della Florida, allontanando così ogni ipotesi complottista.

Servizio del tg3 del 2015: supervirus polmonare dalla Cina

Sebbene il parere scientifico resti l’unico a cui dare ascolto è indubbio che sentire il servizio del 16 novembre 2015 del telegiornale scientifico Leonardo sia quanto mai inquietante. Si parla infatti di un virus creato in laboratorio che provoca la polmonite, un coronavirus creato da topi e pipistrelli.

Qui il link del video del tg3 Leonardo -> http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5e3275ba-475c-4cf4-b402-1e27dc47565b.html

“Scienziati cinesi – dice il lancio del servizio – creano un supervirus polmonare da pipistrelli e topi. Serve solo per motivi di studio, ma sono tante le proteste. Vale la pena creare una minaccia così grande per poterla esaminare?” Il servizio entra poi nel dettaglio: “un gruppo di ricercatori innesta la proteina presa dai pipistrelli sul virus della Sars ricavato dai topi e ne esce fuori un supervirus che può colpire l’uomo. Resta chiuso nei laboratori e serve solo per motivi di studio, ma il rischio è grande perché può contagiare l’uomo direttamente dai pipistrelli”.

E quest’ultimo passaggio, ossia che la trasmissione può avvenire direttamente dai pipistrelli, rende ancora più inquietante il tutto, dato che proprio così sembrerebbe che il covid-19 sia stato trasmesso all’uomo.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.